Il film documentario appena uscito nelle sale cinematografiche italiane diretto dal regista romano Enrico Caria, “L’era legale”, è un’allegra trasposizione che potrebbe essere definita “situazionista” sulla realtà napoletana, legata alla criminalità organizzata locale, responsabile di eventi sanguinosi dovuti al traffico illegale di sostanze stupefacenti.La pellicola, nella quale figurano anche Renzo Arbore e Isabella Rossellini, è una commedia che gioca sull’ipotesi della legalizzazione delle droghe, mediante la quale si potrebbe sconfiggere la camorra, alimentata dai traffici illeciti e dal contrabbando.

Ambientato nel 2020, il film racconta la storia di un sindaco di umili e discutibili origini – suo padre è un parcheggiatore abusivo dipendente dall’alcol e sua madre una contrabbandiera di sigarette – che, crescendo, si ravvede emancipandosi dal contesto di provenienza e attraverso la legalizzazione delle droghe sconfigge la camorra, restituendo alla popolazione una città più che vivibile, «una città ideale».

Sulla locandina pubblicitaria del film appena distribuito dalla Bolero Film, è scritta la frase «Anno 2020. Napoli è diventata la città più sicura, pulita e moderna del pianeta. Come diamine è potuto accadere???».

Il taglio satirico dello slogan è frutto certamente della carriera del suo autore: giornalista satirico per numerose testate come, ad esempio, Il Mattino, Il Manifesto, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Cuore e Paese Sera.

Ma Enrico Caria ha anche scritto per cinema e Tv e, nell’ultimo caso, è da menzionare la sua partecipazione alla trasmissione “Le Iene”.