In principio furono Nicola Porro con “Virus” e Massimo Giannini con “Ballarò“: bassi ascolti la motivazione ufficiale. Qualche tempo dopo venne Bianca Berlinguer, rimossa dalla direzione del Tg3: normale prassi di avvicendamento (“non poteva stare lì per sempre” dicevano), quindi le polemiche sulla chiusura di “Sei uno zero” su Radio 2, condotto da Lillo & Greg e le accuse di Francesca Fornario che su Facebook ha rivelato di aver ricevuto precise disposizioni dalla direzione di Radio Rai: “Niente battute su Matteo Renzi, niente politica, niente satira, niente personaggi…” nel suo programma MammanonMamma, con la conseguente decisione, per l’autrice radiofonica, di lasciare il programma.

Se pensate sia finita qui, vi sbagliate di grosso. L’ultimo a farne le spese in Rai, in tema di epurazioni, è stato,“Scala Mercalli” il programma condotto dal climatologo Luca Mercalli su Rai 3 che è stato cancellato dai palinsesti della prossima stagione tv.

Il motivo? “Non me lo hanno spiegato. Anche perché era difficile da spiegare. (…) Abbiamo trattato argomenti che sono scomodi per qualsiasi governo, e il governo Renzi non fa certo eccezione. -ha dichiarato il conduttore in una intervista al sito dell’Espresso dove ha annunciato la chiusura del programma- Basterebbe dire che siamo andati contro le trivelle e le grandi opere, e a favore di un’agricoltura sostenibile”.

“È chiaro che sarei stato un ingenuo a pensare che non avrei sollevato un polverone con la puntata sui No Tav. -continua Mercalli- Ma ci siamo sempre affidati a un metodo scientifico, un metodo da Pulitzer, da giornalismo d’inchiesta. Questi sono i fatti, ora se ci riuscite confutateli. Ma è un metodo che evidentemente non piace a chi sta in alto”.

La puntata a cui fa riferimento Mercalli sulla Tav,  fu oggetto di un’ interrogazione parlamentare da parte del senatore PD Stefano Esposito in Commissione di Vigilanza Rai contro i “22 minuti di propaganda ai No Tav” nel corso della trasmissione.

Intanto il web si è attivato: su Chance.org si è subito aperta una sottoscrizione per far tornare il programma in onda e la Federazione Italiana Media Ambientali ha espresso “la propria ferma protesta per tale decisione, con l’augurio che vi siano spazi di ripensamento”. Anche se Mercalli non crede che i vertici di Rai 3 possano cambiare idea: “Sono felice della solidarietà degli spettatori, ma non credo che servirà a far cambiare idea a chi decide. Sarà più che altro solo un esperimento sociologico, temo. Sul breve termine non ci sono speranze. Se poi dovesse cambiare qualcosa, non ci sarebbero comunque i tempi tecnici per ricominciare a febbraio, casomai più avanti”.

“Non ho mai ricevuto pressioni, ho goduto di un’autonomia completa. -prosegue il climatologo- D’altronde il biglietto da visita di “Scala Mercalli” era lo stesso studio in cui registravamo. Eravamo infatti ospitati dalla Fao, che non avrebbe esitato un secondo a cacciarci se avessimo detto qualcosa di scientificamente scorretto. L’ufficio stampa della Fao ci aveva avvertito: ‘Fate attenzione, se sbagliate qualcosa il giorno dopo ho 4 ambasciatori che mi chiedono conto di voi e devo mandarvi via’. Ma non c’è mai stato bisogno di richiamarci all’ordine”.

Infine la delusione: “Ho sempre creduto fortissimamente nel servizio pubblico. Ci lavoro da 20 anni. Gli spettatori mi conoscono dal 2003, da Che tempo che fa con Fazio, ma collaboravo già da prima. Oggi faccio sempre più fatica a riconoscermi in questa Rai“. Chi sarà il prossimo?