Continuano gli attacchi di Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, nei confronti della beniamina della tv Barbara D’Urso. Le critiche lanciate qualche tempo contro la presentatrice erano state abbastanza chiare:

“L’informazione è materia delicata. Basta con l’occhio umido e la recitata partecipazione alle tragedie. Basta con il dolore come ingrediente dello spettacolo per fare audience. Basta con le banalità/bestialità dispensate a piene mani, soprattutto nelle tv, da chi si preoccupa solo di come aumentare il personale compenso, passando sopra a diritti e sentimenti”.

A quanto pare, però, le dure parole non sono state prese in considerazione dalla conduttrice, che è caduta nello stesso errore. In una delle ultime puntate di “Pomeriggio Cinque“, infatti, la D’Urso, trattando l’omicidio di Stefania Amalfi, ha voluto mettere a confronto la famiglia della vittima e il marito accusato di omicidio. Iacopino anche questa volta non ha potuto trattenersi dal rimproverare la presentatrice, richiedendo addirittura l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali:

“La conduzione delle interviste, in contraddittorio tra i parenti della defunta e del presunto colpevole, è stata effettuata dalla Signora Barbara d’Urso senza la presenza di alcun giornalista. Nel programma sono state indicate, tra l’altro, abitudini e pratiche sessuali dei “personaggi” coinvolti, violenze sessuali di cui la defunta sarebbe stata oggetto in precedenza da parte di congiunti/affini, citati referti medici e loro autori nonché persone terze estranee alla vicenda”.

In particolare il presidente dell’Ordine ritiene necessaria l’applicazione “della particolare disciplina di cui agli artt. 136 -139 del codice per la protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003 n.196) tesa a contemperare il diritto all’informazione e la libertà di stampa con i diritti della persona, in particolare quello alla riservatezza“.