Quella che poteva essere considerata solo una buffa querelle tra un gruppo rock italiano e uno storico compositore italiano di colonne sonore è destinata a trasformarsi in materiale per una battaglia legale, si spera senza conseguenze troppo gravi: il bisticcio tra i Subsonica ed Ennio Morricone è infatti finito nelle mani degli avvocati.

Come i lettori ricorderanno la band aveva dato il via alla questione un paio di giorni fa, la sera dell’8 febbraio, quando sulla pagina Facebook era comparso il messaggio ormai famigerato: “E comunque le prime quattro note orchestrali della colonna sonora (meravigliosa) di Hateful Eight di Morricone/Tarantino, sono le prime quattro note orchestrali di Tutti i miei sbagli. Confrontare al cinema per credere.

L’intento sembrava tutto fuorché polemico, per quanto oggettivamente poco felice, ma a quanto sembra l’87enne compositore romano non deve averla presa bene. In lizza per la vittoria della sua prima statuetta non onoraria ai prossimi Oscar, tra l’altro con la prima colonna sonora originale utilizzata da Quentin Tarantino (che in ogni caso comprende materiale mai utilizzato dallo score de La cosa di John Carpenter), il Maestro ha infatti incaricato l’avvocato Giorgio Assumma di passare alle vie legali.

Quest’ultimo ha così dichiarato che le dichiarazioni dei Subsonica sarebbero particolarmente gravi in quanto “non v’è tra le due composizioni alcuna identità o somiglianza o colleganza ispirativa; peraltro quattro note non costituiscono neppure una unità creativa idonea a ricevere una seppur minima considerazione artistica e legale”.

Per questo motivo, continua l’avvocato, “al fine di tutelare la propria onorabilità ed originalità creativa, Ennio Morricone, che non ha mai subito nella sua lunga carriera censure di plagio, mi ha dato incarico di intraprendere con urgenza le azioni legali più appropriate“.

A nulla dunque sarebbe valso il tentativo in extremis dei Subsonica di arrivare alla conciliazione, con un post in cui si mettevano avanti le mani – “a scanso di derive polemiste sul Maestro (che come specificato non ha certo bisogno di citare alcunchi)” – chiosando la domanda retorica come una semplice curiosità e infine si concludeva con una constatazione filosofica, “semplicemente, succede”.