Emma Marrone ribelle nella musica e anche nella sua vita scolastica. La cantante salentina racconta in un’intervista a Rolling Stone delle sue avventure scolastiche e di quella volta che fu arrestata. Una leader lo è sempre stata, non solo all’interno della scuola di Amici, riuscendo a diventare rappresentante d’istituto del suo liceo mettendo sempre il cuore nelle cose a cui crede.

Si definisce una ribelle ma a scuola andava bene, non rappresentava i canoni della ragazza salentina infatti la sua adolescenza è fatta di piercing, tatuaggi, capelli di mille colori e musica. Le sue giornate e serate le passava con amici, solo musicisti e prevalentemente maschi, con cui suonava in cantine o in qualche pub.

Poi racconta di essere stata arrestata durante un picchetto: “Facevo il liceo classico, ero rappresentante di classe e di istituto. Una leader? Boh, sì. Però non facevo la figa. Mi interessava davvero tutto quello che succedeva, mi sembrava che tutto mi riguardasse. Ho sempre avuto una certa sensibilità sociale. Mi caricavo il mondo sulle spalle, come si dice. E stavo lì a cercare soluzioni. Me la cavavo comunque a scuola. Se andavo male in greco scritto poi prendevo un bel voto nell’orale. Compensavo. Ero forte a scuola. Ero una ribelle, ma a scuola andavo bene. Una volta la polizia mi arrestò per un picchetto. Avevamo fatto occupazione, ma non era solo colpa mia. La preside mi ha salvato. Certo, entrare al liceo insieme alla polizia… Però ero precisa. Se i miei mi dicevano che a mezzanotte dovevo essere a casa, a mezzanotte meno cinque io ero già letto. Mi metteva ansia mettergli ansia. Quindi sì, ero ribelle, ma precisa. Una parac*la, direi. Alla fine ero ribelle nel pensiero, non mi piaceva vivere incastrata in una definizione”.

La determinazione e la volontà di non mollare, continuare a lottare per i progetti in cui crede ha fatto si che Emma sia diventata una delle più popolari cantanti italiane e una delle nuove voci della musica italiana. Emma il suo domani lo vede positivo e ha un sogno: “Voglio morire felice. Voglio suonare in posti ancora più grandi, voglio sperimentare cose nuove. Voglio di più”.