La voce di Elodie Patrizi, nel corso di Amici 15, ha incantato tutti ed erano in molti a puntare sulla sua vittoria. Alla fine l’ha spuntata Sergio Sylvestre, ma lei, oltre ad arrivare seconda, ha vinto il prestigioso premio della critica. “Ad essere sincera era quello a cui puntavo, anche quando seguo il Festival di Sanremo non vedo l’ora di scoprire il responso della critica”, racconta la giovane cantante, incontrata a Milano in occasione della presentazione del suo debut album, Un’Altra Vita“Non smetto però di ringraziare chi mi sta seguendo e sta ore in fila per incontrarmi durante i firma-copie. Ho iniziato il tour negli store il giorno dopo la mia uscita dal talent ed è stato strano, perché rimanendo chiusa in casetta non mi aspettavo di trovarmi così tanta gente tutta insieme. È stato un mix di emozione ed euforia”.

Cresciuta ascoltando artiste come Etta James, Diana Krall, Loredana Berté e Mia Martini, ma anche la musica funky degli anni ’70 (un decennio che adora) e band come Kool & The Gang, ora è pronta per iniziare il suo viaggio nel mondo della musica: “Ho tanta voglia di crescere, di imparare cose nuove e di migliorare, sia dal punto di vista musicale che testuale, magari mettendomi prima o poi anche a scrivere. Non so quando accadrà (devo superare il blocco del primo foglio bianco), ma mi piacerebbe. Comunque sono felice di quanto sono riuscita a fare finora, perché già passare dalle cover agli inediti è stata una bella sfida, perché in quest’ultimi ci devi mettere tanto del tuo. Non vi dico, per esempio, la mia emozione quando mi sono trovata davanti un pezzo di Fabrizio Moro”.

Elodie però che non sta affrontando questo percorso da sola, dato che la sua ex coach, Emma, ha anche prodotto il suo album insieme a Luca Mattioni: “Emma è diventata fondamentale per me, sono onorata e orgogliosa di averla al mio fianco. Anche dentro la scuola mi ha dato tanti consigli in maniera schietta e diretta, come è solita fare lei: tutte indicazioni preziose che ho fatto mie”.

Inevitabili le curiosità sul suo look, che lei ci spiega: “A 13 anni lavoravo in uno showroom di abbigliamento e quindi è un aspetto che mi ha sempre appassionato. Trovo che sia un modo per esprimere la propria personalità. Io, per esempio, sono un tipo buffo e che non si prende mai troppo sul serio, da qui anche la scelta di colorarmi i capelli. Ora li ho rosa, ma li ho tinti anche di grigio e di verde”. E aggiunge: “Per fortuna alla finale abbiamo potuto evitare la tuta: devo ammetterla che, a furia di indossarla, cominciavo a soffrirne. Mi sentivo come un ragazzino di 14 anni!”.