Sono rivelazioni intime e molto personali, nonché in qualche modo scioccanti per i suoi fan, quelle che Eleonora Giorgi ha riferito in un’intervista al Fatto Quotidiano in occasione dell’uscita del suo libro autobiografico Nei panni di un’altra.

L’attrice romana oggi 62enne, divenuta anche produttrice e regista, si racconta senza filtri in un volume in cui la voce narrante è quella di una giovane ingenua alle prime armi e da poco entrata nel mondo del cinema.

Tra gli eventi più rilevanti c’è la lunga dipendenza dall’eroina, per uscire dalla quale venne aiutata dal padre e dal marito Angelo Rizzoli: “Nonostante fossi ostile all’idea, mi feci convincere a fumare l’eroina e in breve di quella nebbia che alterava le percezioni e dilatava i contorni fui prigioniera. In breve tempo non fui più me stessa e un giorno, sul set di un servizio fotografico, mentre già lavoravo nel cinema da molto tempo, cominciai a tremare di freddo e a sentirmi veramente male. In un raro momento di lucidità, chiesi aiuto a mio padre.”

Proprio riguardo al matrimonio con il famoso editore la Giorgi scrive pagine amare nel constatare i pregiudizi con i quali venne accolto da un ambiente che la giudicava una parvenu: “Per anni sono stata trattata dai media con pregiudizio, come la squinzia senz’arte né parte, quella che aveva fatto la furba con l’editore, l’arrampicatrice sociale che non sono mai stata. Ero sempre come l’ospite non gradito, il côté frivolo della faccenda, la donna inopportuna che aveva sposato un uomo che secondo i disegni familiari avrebbe dovuto avere in sorte una donna dell’altissima borghesia milanese. Il cinema italiano colto mi snobbava: non c’era una volta che incontrassi Antonioni senza che lui mi ignorasse platealmente.”

Ma a parte ciò l’attrice rivela di aver voluto scrivere di se stessa senza filtri e senza “aggiustare” la verità, riportando tutto ciò che le è accaduto in oltre 60 anni di vita, come ha affermato in un post su Facebook in cui annunciava l’uscita del libro: “Sono pubblica da quando avevo 19 anni (qualcuno se lo ricorda!) e la mia vita è fin qui trascorsa sotto gli occhi di tutti, rimbalzata da un articolo a una tv, alcuni anche molto accurati… ma non avevo mai potuto raccontarne davvero l’insieme, e la mia verità… Nel farlo, finalmente, nello scrivere oggi questo libro, ho proprio cercato di riportare le cose nel momento in cui succedevano, per come succedevano… Ma non si può parlare con libertà dei fatti e degli altri se si omette la verità su se stessi: questa esigenza di verità mi ha costretta quindi a raccontare anche i miei eventi difficili e i miei scomodi, deprecabili, errori… ecco, mi dispiacerebbe tanto se per alcuni di voi fossero motivo di dispiacere! Perché nel corso dei decenni l’amore e la stima di tanti (insieme ai miei figli le cose di cui sono più grata alla vita) sono stati ragione di conforto e profonda gioia e orgoglio sempre, e mi hanno motivata nel tentativo di esserne sempre all’altezza, di rispettarli! Insomma, per chi dovesse poi leggerlo… perdonatemi quindi quelle sincerità senza abbellimenti, perché non ho potuto evitarle! Ma questo libro sta diventando una seduta di psicanalisi ahahahah!