“È stata mia madre a consegnarmi inconsapevolmente nelle mani del mio carnefice, mandandomi in vacanza con un amico di famiglia”, comincia così l’intervista che Elena Sofia Ricci ha rilasciato a “Libero” in cui ha parlato di un abuso che avrebbe subito quando era ancora piccolissima:

Ora che mia mamma è venuta a mancare posso parlare con libertà: a 12 anni sono stata abusata.

La madre, infatti, non poteva sapere che quell’uomo di cui si fidava ciecamente potesse, in realtà, abusare della figlia. “Nessuno ha il diritto di esercitare il proprio potere per violentare una donna, adulta o minorenne” ha spiegato la Ricci che ha trovato il coraggio di parlarne solo adesso poiché la madre è deceduta da poco tempoNon poteva farlo prima per non dare un dispiacere alla persona più importante della sua vita. Queste le sue parole:

Purtroppo i casi come il mio sono molti e non tutte riescono a uscirne. Io stessa non ne sono ancora fuori del tutto: è come avere un imprinting, che non ti scegli ma ti ritrovi addosso.

E sul #MeToo, ha dichiarato:

Quando una bambina che diventa ragazza è fragile può arrivare a pensare di non meritarsi nulla e che deve vendersi. Non è sempre facile dire di no.