Elena Santarelli ha deciso di parlare per la prima volta al “Corriere della Sera” della malattia di suo figlio, un tumore cerebrale che ha scoperto il 30 novembre 2017. In quegli istanti il mondo le è crollato addosso, poi ha cercato di farsi forza e di ricominciare. Non si è mai arresa, non ha mai pianto davanti a lui:

I primi giorni, stavo come una scappata di casa e non è da me. I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Ma ho fatto bene. Quando gli do un calcio nel sedere, bonariamente, non mi dice “mamma, ho il tumore”. La malattia non l’ha cambiato molto, ha solo perso i capelli.

E ancora:

Il momento più brutto è stato quando, di notte, con la torcia, andavo a raccogliere i capelli di Giacomo dal cuscino, per non farglieli trovare al mattino. Quei momenti erano una pugnalata. Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma non sai che puoi sentirti così tanto impotente. Mi strapperei i miei capelli per darli a lui.
Giacomo in fondo non è cambiato moltissimo:
Mio figlio corre, mangia, ride, ha una vita normale al 60-80 per cento. Vorrei che le mamme avessero speranza. Mi trovo a dare coraggio agli altri, ma anche io sono ancora nel mezzo del dolore, per quanto sia forte e veda anche gli aspetti positivi, che poteva andare peggio, che non abbiamo problemi economici.