In Egitto otto conduttrici della televisione di stato sono state sospese dal loro incarico perché troppo grasse: potranno tornare in video solo dopo la dieta. Una discriminazione di genere in piena regola quella che ha coinvolto le telegiornaliste di ERTU, la Egyptian Radio and Television Union, sospese dalla conduzione dei notiziari perchè troppo grasse e non in linea con la direzione della televisione di stato.

La presidente della televisione egiziana, Safaa Hegazy, ha concesso loro un mese di dieta per tornare all’aspetto di quando sono state assunte e la possibilità di tornar in video. La presidente precisa che il mese di sospensione sarà ugualmente retribuito ma la decisione di non mandare più le giunoniche giornaliste in video è frutto del rinnovamento dell’emittente sia nella forma sia nel contenuto. Khadija Khattab, una delle 7 in sovrappeso, ha protestato in diretta chiedendo al pubblico se le fosse effettivamente grassa e meritasse la sospensione.

La vicenda è stata ritenuta anticostituzionale anche dal Centro per l’orientamento e la consapevolezza giuridica delle donne secondo il quale viola l’articolo 11 della costituzione egiziana ed è una vera e propria forma di violenza contro le donne in quanto la Carta si propone di  ”raggiungere l’eguaglianza tra donne e uomini in tutti i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali”.

C’è anche chi si schiera con ERTU ritenendo che “l’aspetto di una conduttrice è in criterio importante” poiché “la forma fisica di una conduttrice dà l’idea di vivacità sullo schermo”. 

Nonostante il clamore internazionale della vicenda e l’attacco da parte dei social verso la rete televisiva, la direzione ha fatto sapere che le conduttrici continueranno a lavorare per la televisione, in produzione, perdendo i loro benefit e la possibilità di apparire in video se decideranno di non ridurre il loro peso.