Circa un anno fa, il mese di giugno del 2013, il mondo si apprestava a essere sconvolto dalle rivelazioni di Edward Snowden.

Ex informatico della CIA e collaboratore per un’azienda consulente della NSA, la National Security Agency, il cittadino statunitense grazie alla mediazione del giornalista del Guardian Glenn Greenwald divulgò i retroscena di ciò che ora chiamiamo Datagate, ovvero l’enorme scandalo riguardante il programma di sorveglianza di massa portato avanti dal governo americano e britannico.

Attualmente Snowden si trova in Russia, dove ha trovato asilo in seguito all’accusa di spionaggio, e la sua vicenda naturalmente fa gola a tutti i narratori del mondo. Tra questi uno dei più politicamente impegnati è Oliver Stone, che dopo la “pausa” de Le belve, sembra voler tornare a filmare la storia segreta del suo Paese.

Il film dedicato da Stone alla “talpa” della Cia, prodotto da Moritz Borman, dovrebbe avere come titolo ufficiale The Snowden, e le riprese dovrebbero cominciare a dicembre a Monaco. Due le fonti noti della sceneggiatura: da una parte il libro Time Of The Octopus dell’avvocato Anatoly Kucherena, sulla richiesta d’asilo in Russia, e dall’altra The Snowden Files: The Inside Story Of The World’s Most Wanted Man, l’inchiesta redatta dal giornalista del Guardian Luke Harding.

Probabile protagonista della pellicola sarebbe Joseph Gordon-Levitt (visto ultimamente in Sin City – Una donna per cui uccidere), voluto fortemente dal regista e a quanto pare molto interessato all’opera di impegno civile

Sulle tracce di Snowden però c’è anche la Sony, che si è accaparrata i diritti del volume scritto proprio da Greenwald (premio Pulitzer per il suo ruolo nella vicenda) No Place To Hide: Edward Snowden, The NSA, And The U.S. Surveillance State. Ancora una volta a Hollywood due film si scontrano sullo stesso campo di battaglia.

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