Prendi una cantante di fama internazionale. E una macchina. Ma non una qualunque, parliamo della Jaguar I-PACE, un mix di design, comfort e sostenibilità, grazie al suo motore elettrico. Non può che nascere qualcosa di nuovo e sorprendente. Ed è quello che è successo ad Amsterdam, dove  Dua Lipa, nota ai più per aver scalato le classifiche con la sua musica innovativa, si è unita a Jaguar per creare, attraverso una tecnologia rivoluzionaria, un nuovo concetto di musica. Grazie a uno speciale software realizzato da Jaguar la star britannica ha dato vita a uno speciale remix di “Want To”, speciale perché ha preso vita unendo i dati di guida della cantante, acquisiti a bordo di una I-Pace, la propria musica preferita su Spotify o i tap fatti sullo schermo dello smartphone.  Il brano è stato presentato per la prima volta durante un concerto privato tenutosi ad Amsterdam.

Ma questa innovazione non resterà confinata alla star,  il software utilizzato per il remix è liberamente accessibile su remix.jointhepace.com, e può essere sfruttato dai normali utenti, che possono diventare dei veri e propri DJ realizzando dei remix personalizzati del brano di Dua Lipa.

Queste le parole di Dua Lipa:

Sono veramente entusiasta di collaborare con Jaguar e di esplorare nuovi confini musicali e tecnologici per tutti i miei fan. È strabiliante sapere che chiunque potrà creare la propria versione del mio singolo “Want To” basandosi sullo stile con cui guida una Jaguar o in base alla musica che ascolta.

Per Matt Peirce, Connected Car engineer di Jaguar, “in questo modo l’intrattenimento dell’auto si muoverà, si trasformerà e si adatterà al conducente, creando un’esperienza di guida ancora più connessa. Tutto ciò significa poter lavorare con altri artisti in futuro, per realizzare delle tracce audio che corrisponderanno al proprio stile di guida”.

Noi di Leonardo.it abbiamo avuto modo di partecipare al concerto della cantante e modella britannica e alla round table organizzata da Jaguar con Dua Lipa, ecco che cosa ha detto ai media:

Jaguar ha dimostrato che non ci sono limiti nel mondo dell’auto in termini di tecnologia. Com’è la situazione nel tuo mondo, quello della musica?

Io mi considero un’artista che cerca di abbattere i confini e non vuole limiti in quello che fa.

Penso che la produzione possa aprire ad un mondo completamente nuovo. Credo fermamente che quando si scrive una canzone questa dovrebbe avere la struttura di un brano classico e la produzione può aiutare ad avere una marcia in più in questo senso.

Parlando di questa partnership, cosa lega la musica e la tecnologia? Tu come puoi essere il collegamento tra i due mondi?

Mi è stata data l’opportunità di lavorare con Jaguar e con questa nuova tecnologia musicale utilizzando uno dei miei brani, “Want to”. Visto il modo in cui si guida l’auto o si remixa il brano, ci sono differenti possibilità per creare la canzone e renderla propria. Ritengo che questo sia molto importante per connettersi con i propri fans.

È una nuova tecnologia e mi ha affascinato molto avere la possibilità di lavorarci.

Il tuo progetto con Jaguar è una porta aperta sul futuro: cosa ne pensi della tua relazione con la tecnologia e con le problematiche ambientali?

È un passo avanti nel futuro. Personalmente, cerco di essere il più eco-friendly possibile. Fortunatamente quando guidi un’auto elettrica non ci sono emissioni nocive. È molto più eco-compatibile e puoi anche ascoltare bene la musica non essendoci il rumore del motore, che è decisamente un grande vantaggio!

Questa campagna fa da apripista per quanto riguarda l’innovazione: in che modo la tua musica detta il passo dell’innovazione? – Cosa ne pensi della tecnologia applicata alla musica?

Penso che la produzione ti permette sempre di cambiare il tuo sound, consentendoti di crescere come artista. Ci sono molti artisti che ammiro che sono stati in grado di cambiare il loro sound nel corso degli anni, nei diversi album. La loro musica si è evoluta, ma allo stesso tempo sono rimasti fedeli a loro stessi. Con la tecnologia che sta crescendo progressivamente e sta diventando sempre più importante nell’industria, è interessante vedere una collaborazione di tipo differente.

Utilizzare questa tecnologia, derivata dal mondo dell’auto, ti consente di creare la versione della canzone che ti piacerebbe realmente ascoltare, quindi da un certo punto di vista cambia il modo in cui le persone “digeriscono” la musica. Penso che Pink e Madonna siano state in grado di fare questo nel corso degli anni…

La tua collaborazione con Calvin Harris per il tuo ultimo brano ha segnato il tuo debutto in uno stile di nicchia, se comparato con lo stile classico: è l’inizio di un nuovo percorso o solo un’esperienza fine a se stessa?

È sicuramente una strada nuova. C’è questa ondata di nostalgia del futuro, una sorta di moderna rivisitazione di canzoni che ci sembra di avere già ascoltato, ma che cambiano costantemente grazie alla tecnologia e alla produzione. Come i trend, tutto continua a tornare… sento che nel mio prossimo album ci saranno molte cose differenti. Ho un nuovo singolo in uscita, che è un ritorno agli anni ’90.

Pensi che la musica sia il tuo destino o hai anche un piano B? In questo caso, quale?

Non ho mai avuto un piano B perché sapevo che se avessi avuto qualcos’altro su cui fare affidamento, non avrei dato il 100% nella musica. Così, sono andata là fuori e ho incontrato diversi produttori, ho scritto canzoni, mi sono trovata un manager e mi sono concentrata nel cercare di capire quale fosse il mio sound, andando in studio e scrivendo molto.

I miei genitori volevano che io avessi un piano B. Mio padre è nell’industria della musica, ma è molto diverso fare musica in Kosovo rispetto al modo in cui la faccio io. Stiamo entrambi continuando ad imparare… è molto differente lavorare su scala globale, ovvero viaggiando. Ci sono molte parti del mio lavoro che non credevo nemmeno esistessero. Pensavo che bastasse scrivere la canzone, cantarla e che tutto finisse lì, ma in realtà ci sono così tanti livelli differenti…

Quando ho preso la decisione di non andare all’università per dedicarmi alla musica, i miei genitori mi hanno chiesto molte volte se questo fosse realmente quello che volevo, se potessi fare entrambe le cose. Prima di tutto, non ho mai saputo cosa volevo studiare e poi sapevo che non avrei mai avuto il tempo di fare tutte e due le cose al meglio.

Il 7 settembre uscirà “Electricity”. Cosa c’è all’interno di questo brano? – Social Media, YouTube. Nessuno li ha usati come fai tu. Potremmo dire che tu sei nata “artisticamente” prima che il grande pubblico scoprisse il tuo potere e la tua espressività. Cosa suggeriresti a chi vuole fare i primi passi in questa carriera?

Non avere un piano B è già un buon punto di partenza, ma devi anche credere in te stesso prima di chiunque altro. Molte volte le persone provano a cambiare la tua direzione perché pensano che il successo sia da un’altra parte, ma io credo che sia importante mantenere la propria posizione e credere nella propria arte e in quello che si vuole esprimere, perché alla fine il brano esce con il tuo nome e devi esserne fiero.

Dire che bisogna per forza iniziare da giovani, potrebbe scoraggiare qualcuno dall’iniziare più avanti. Ognuno dovrebbe avere l’opportunità di iniziare quando vuole, ritengo che le persone possano iniziare a qualsiasi età, se sono spinti dalla passione.