Evoca amore e morte, si nutre di tenebre e passione, si eleva verso l’immortalità ed è condannato agli abissi dell’inferno: è Dracula, il personaggio nato nel 1897 dalla penna dello scrittore irlandese Bram Stoker e celebrato dal cinema a partire dalla perla del cinema muto scampata alla distruzione a seguito di una controversia legale in un’unica, preziosissima copia: Nosferatu il vampiro di Wilhelm Murnau. Nel 1931, è l’attore ungherese Bela Lugosi con il suo sguardo ipnotico a far rivivere il conte Vlad nel Dracula di Ted Browning. Seguono Una messa per Dracula con Christopher Lee, reboot eccellenti come Nosferatu, principe della notte  di Herzog, parodie (prima fra tutte Per favore non mordermi sul collo) e commedie romantiche, fino ad arrivare all’acclamatissimo Dracula di Bram Stoker con Gary Oldman, Winona Ryder, Keanu Reeves e Anthony Hopkins.

Giovedì 30 0ttobre una nuova proposta si aggiunge alla vastissima cinematografia sul principe Impalatore: arriva nelle sale italiane Dracula Untold, opera prima del regista Gary Shore che si propone di raccontare l’uomo prima del mito, in linea con il recente filone superoministico a metà fra fantasy e action. Il grande guerriero romeno viene raccontato come un eroe strappato al suo Paese da bambino e cresciuto dai Turchi che l’hanno addestrato trasformandolo nel temibile Impalatore. Diventato un padre e marito amorevole, un re che ambisce solo alla pace e alla prosperità del suo regno, Vlad decide di ribellarsi all’Impero ottomano quando il sultano pretende che suo figlio entri ancora bambino nel suo esercito come tributo di fedeltà. Per combattere gli invasori, Vlad farà un patto con una misteriosa creatura che gli donerà enormi poteri, trasformandolo in un vampiro.

La buona prova attoriale del protagonista Luke Evans (I tre moschettieriLo Hobbit) e la breve apparizione del carismatico Charles Dance (The Jewel in the CrownLast Action Hero) non riescono a compensare l’incolore Sarah Godon (A dangerous methodMaps to the stars) e a redimere un film che risulta un mix sciapo di generi, né passionale né spaventoso come dovrebbe essere. I 100 milioni di dollari di budget del film permettono un uso massiccio delle CGI, che però scivolano su una caratterizzazione debole dei personaggi. Da Principe delle Tenebre a pater familias, il passo -all’indietro- sembrava tutt’altro che breve. E invece… Il finale aperto di Dracula Untold profuma di sequel.
Non ci resta che aspettare.