All’interno della rassegna cinematografica dedicata al genere noir, dal titolo di Noir in festival, subito dopo la proiezione dell’anteprima del nuovo film girato da Dario Argento, il maestro italiano dell’horror, Dracula 3D, è seguita una intervista all’autore, durante la quale, per ovvie ragioni, gli è stato domandato il motivo dell’utilizzo delle tecniche stereoscopiche per il remake del celebre film di Bram Stoker.

Il regista di Suspiria, che dichiara di essere ampiamente soddisfatto del risultato tecnico ottenuto da una rinnovata collaborazione con il celebre autore della fotografia Luciano Tovoli, ha raccontato un aneddoto della sua vita a cui è apparso particolarmente legato e, cioè, la visione della pellicola firmata da Alfred Hitchcock, Delitto perfetto, che all’epoca fu proiettato in sala con l’apporto delle tecnologie 3d dell’epoca, che ne acuivano il senso di profondità.

Ciò che piace a Dario Argento, infatti, non è la parte dell’immagine che, grazie alle odierne tecniche avveniristiche, giunge a un palmo di naso dallo spettatore della sala, ma ciò che resta più confuso e con i contorni più sfumati, sul fondo della scena.

Il regista di Profondo rosso aggiunge che il suo Dracula 3D non ricalca un film come Avatar, perché gli strumenti tecnici impiegati per girare la sua ultima opera, sono ancora più avanzati di quelli usati per il capolavoro di James Cameron, e più precisamente, sono gli stessi usati da Martin Scorsese per le riprese di Hugo Cabret.