Ci ha fatto sognare, ridere, immaginare epoche lontane, gioire e piangere sulle storie d’amore e morte dei protagonisti. Downton Abbey quarta stagione riserverà però molte sorprese ai fan di questo meraviglioso affresco seriale.

Attenzione: questo articolo contiene spoiler sulla terza stagione di Downton Abbey. Se non avete ancora visto gli episodi, la vostra lettura finisce qui!

Non so voi, ma io ho deciso di seguire Downton Abbey quando praticamente la terza stagione si era già conclusa in America e Rete Quattro aveva già mandato in onda, in italiano, i primi 14 episodi delle prime due.

Ho cominciato per curiosità: la visione di un pilot non si nega neanche al peggior screenwriter. Mi hanno accolto una miriade di personaggi – upstairs e downstair, il mondo dei conti di Grantham e della loro servitù – puntate molto lunghe e fitte di avvenimenti, delicate questioni ereditarie e un focus sull’etichetta del mondo  aristocratico inglese degli anni che vanno dal 1912 agli inizi degli anni ’20. E mi sono innamorata. Dei gentlemen della famiglia Crowley e delle tradizioni di un mondo ostinato, che si impegna per tenere fuori dalle mura del castello la modernità e che conserva così bene i modi, i tempi e i gesti affettati di un’aristocrazia destinata al cambiamento. Delle donne, legate ai privilegi della casta eppure così aperte al nuovo, vogliose di buttarsi in società e di alzare la testa. Delle storie della servitù, delle loro pene e delle loro piccole vittorie, così strettamente intrecciate a quelle dei conti che, per vocazione o per mancanza di alternativa, servono ogni giorno.

Downton Abbey è meraviglioso e sono sicura che piacerà a tutti coloro che non si smontano davanti a dialoghi decisi ma dal ritmo forsennato, alla miriade di storyline parallele, al rigido formalismo dell’etichetta, così ben messo in evidenza dallo scrittore e ideatore della serie Fellowes e dalla regia, così come dal montaggio, la scenografia, l’eccellente recitazione (parliamo di Maggie Smith, tra le altre protagoniste, non di sprovveduti attori di provincia) e dei meravigliosi costumi.

(Se non vuoi avere anticipazioni e spoiler della prossima stagione e non hai visto la terza non leggere dopo la foto)

Ma veniamo alle questioni spinose: chi ha seguito fino all’ultima puntata della terza stagione, con lo speciale di Natale, sa già che il peggio è accaduto. Non solo a Sybil, meravigliosa ribelle della famiglia Crowley che abbiamo ammirato ai tempi del suo matrimonio per amore con lo chaffeur Branson, assolutamente ostile all’etichetta che la voleva sposata a un suo pari, ma anche Matthew (Dan Stevens).

Quella tra Mary ( Michelle Dockery) e Matthew è una storia come tante, un amore nato poco a poco, osteggiato dalla Guerra, da fidanzamenti, dal destino. Un gentleman d’altri tempi, Matthew, sempre sorretto dall’ottima recitazione di Stevens e dalla perfetta scrittura del suo personaggio, che però ci ha detto addio nell’ultimo episodio della terza stagione.

Il nodo è questo: c’è senz’altro una nuova storia d’amore all’orizzonte per Lady Mary. I casting sono già cominciati, anche se non è stato ancora trovato un degno sostituto di Matthew. E il punto è questo: chi sarà degno di entrare nel cuore degli spettatori dopo tre stagioni così intense in compagnia dell’avvocato Crowley?

Fortunatamente non ci sono solo cattive notizie: l’adorabile Maggie Smith, quella Lady Violet sagace e ironica che abbiamo amato sin dalla sua primissima battuta durante la prima stagione di Downton Abbey, rimarrà nel cast anche nella quarta stagione.

Io non avrei potuto sopportare un altro abbandono, e voi?