Bufera in Rai, a causa della lista mandata in onda durante il programma Parliamone sabato condotto da Paola Perego, durante il quale gli ospiti in studio hanno discusso “i motivi per scegliere” donne dell’est come fidanzate.

Il servizio che introduceva il dibattito aveva poi come titolo “La minaccia arriva dall’est. Gli uomini preferiscono le straniere” e quale sottotitolo “Sono rubamariti o mogli perfette?”. Affermazioni qualunquiste e misogine, che hanno provocato clamore e che hanno portato poi alla lista criticata dagli spettatori.

Tra le caratteristiche individuate quali tratti sovranazionali propri delle donne dell’est, che le renderebbero partner ideali, ci sono la forma fisica perfetta, la seduzione perenne accompagnata al perdono delle scappatelle, la sottomissione al loro uomo, l’abilità nei lavori di casa, e l’autonomia (o meglio l’assenza di attaccamento eccessivo e molesto): un ritratto machista degno delle casalinghe più stereotipiche degli anni ’50.

In studio presenti Marta Flavi, Roberto Alessi, direttore di Novella 2000, l’ex Miss Italia Manila Nazzaro, Fabio Testi, una ragazza ucraina e una coppia formata da un italiano e una siberiana: non di altissimo livello la discussione che è scaturito dall’incontro dei personaggi citati.

La mole di proteste sul web ha costretto il direttore di Rai Andrea Fabiano a chiedere scusa. Il dirigente ha scritto un tweet in cui afferma che “gli errori vanno riconosciuti sempre, senza se e senza ma. Chiedo scusa a tutti per quanto visto e sentito a #Parliamonesabato”.

Il commento di Monica Maggioni, presidente Rai,  è ancora più forte: “Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell’Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile. Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna, mi scuso. Ogni giorno ci interroghiamo su quale immagine di donna veicoliamo, su come progredire, uscire dagli stereotipi. Poi accade un episodio come questo: il problema non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere: è un’idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico. Per prima cosa mi scuso. Poi come azienda cercheremo di capire come è nata una pagina di questo tipo“.