L’Italia regina dei documentari. Da un’indagine sulla circolazione del documentario in sala si evince che nel 2011 nel nostro Paese sono stati realizzati ben seicento trentadue documentari. L’indagine è stata presentata nella giornata di ieri durante il Focus sulla programmazione delle sale d’essai.

Obiettivo del meeting era quello di rilanciare il documentario, ragion per cui la Fice (Federazione italiana cinema d’Essai) ha promosso gli Incontri del Cinema d’Essai a Mantova. Gli incontri, che termineranno oggi, sono stati un’ottima occasione per rilevare dati riguardanti questa forma cinematografica.

È infatti emerso che su seicento trentadue documentari, solamente quaranta risultano dotati di una distribuzione.

Le Istituzioni sembrano approvare la forma documentaristica. Basti pensare che durante il 2011 il Ministero per i Beni e le attività Culturali abbia finanziato trenta documentari, versando una somma totale di 1,5 milioni di euro. L’indagine si è concentrata in particolar modo su quattordici titoli, usciti negli ultimi quattro anni, individuati tra le cinquine dei David di Donatello e segnalati dal sindacato giornalisti cinematografici. È interessante capire anche l’interesse che gravita attorno a queste particolari uscite cinematografiche. Tra i documentari esaminati, eccezion fatta per il caso di Questa storia qua su Vasco Rossi, soltanto due hanno superato i centomila mila euro di incasso. Si tratta de La bocca del Lupo e Vogliamo anche le rose.

Può esserci, dunque, un futuro per i documentari in Italia?