Il cantante dei Pooh Roby Facchinetti e il figlio Francesco, in questo periodo sono i beniamini del mondo spettacolo, rivestendo in coppia il ruolo di giudici nel talent show “The Voice“. In un intervista doppia rilasciata a “Repubblica“, Dj Francesco ha parlato della sua adolescenza movimentata e del rapporto per niente semplice con il padre famoso:

“Crescendo è venuto il momento della ribellione. Da adolescente odiavo quello che mio padre simboleggiava, non potevo sopportarlo. Come rifiuto massimo sono diventato un punkabbestia: frequentavo le manifestazioni degli anarchici, ho preso le mazzate della polizia e nessuno poteva sapere che ero il figlio di Roby Facchinetti. Mi avrebbero ammazzato di botte. Quindi ho fatto finta di non essere suo figlio“.

Il padre Roby ha, così, confermato il carattere ribelle del figlio da ragazzo:

“E’ sempre stato un bambino e un ragazzo particolare, impegnativo per i genitori. Ma per fortuna, dopo una fase per noi preoccupante, abbiamo capito che aveva assimilato dei valori importanti e che potevamo fidarci”.

Dj Francesco adesso è grato al padre che, pur essendo famoso, gli ha insegnato a guadagnare con il lavoro qualsiasi cosa volesse ottenere, anche se non nega che la popolarità di papà Facchinetti gli ha concesso qualche benefit:

“Sono stato promosso perché portavo i suoi cd a scuola, quando non ero famoso in discoteca mi facevano entrare perché era suo figlio”.

Qualche aiutino quindi ci è stato, ma nessuna raccomandazione nel campo lavorativo come afferma Roby:

“La verità è che io non ho mai fatto nulla per aiutarlo. Tutto quello che ha fatto, lo deve alla sua fantasia“.