Le saghe distopiche la fanno da padrone nel mondo degli urban fantasy, ormai è un dato di fatto. Apripista del genere è stato sicuramente Hunger Games, la saga con protagonista Jennifer Lawrence che ha concluso il suo arco di narrazione cinematografico proprio lo scorso novembre. Tre romanzi, quattro film, stesso destino riservato alla The Divergent Series, nata dalla penna della scrittrice statunitense Veronica Roth.

Come in ogni terzo capitolo che si rispetti siamo a un bivio, è arrivato infatti il momento delle scelte, difficili e sofferte, e del destino che incombe come una spada di Damocle sopra il capo. Non sono esenti da questo cammino gli eroi di Divergent, vale a dire Tris (Shailene Woodley) e Quattro (Theo James) che devono affrontare un mondo nuovo di cui sono appena venuti a conoscenza.

“Appena” ovviamente in riferimento a Insurgent, secondo capitolo cinematografico in cui l’ordine della società in cui vivono i protagonisti viene ribaltato. Non esistono più infatti le fazioni che regolamentano l’ordine della società post apocalittica in cui Tris è nata. Eruditi, Intrepidi, Candidi, Abneganti e Pacifici, oltre alla larga fetta di Esclusi, vale a dire chiunque non riusciva ad entrare in una delle suddette fazioni ed era condannato a vivere un’esistenza misera ai margini della società. Ribaltato il sistema il mondo che c’è al di là delle mura della città non sembra però migliore.

Scavalcata la recinzione Tris e Quattro si ritrovano infatti in lande post apocalittiche, più simili a Marte che al pianeta Terra. Ma la vera sorpresa arriva quando scoprono il Dipartimento di Sanità Genetica (situato dove un tempo sorgeva l’aeroporto Chicago-O’Hare). È lì che incontrano David (un Jeff Daniels in grande spolvero), il capo del centro, e scoprono che la loro città in realtà fa parte di un esperimento condotto per migliorare il genere umano selezionando individui dai geni puri, non danneggiati, all’interno dei divergenti, vale a dire quell’anomalia sistemica che Jeanine (Kate Winslet) leader degli Eruditi si era sempre prefissata di eliminare.

Anche Tris e Quattro sono divergenti, ma solamente lei è pura, e degna delle attenzioni di David. Ma non è tutto oro quello che luccica e i protagonisti se ne accorgeranno presto, dovendo far i conti con una realtà ancora più classista e claustrofobica di quella appena sconfitta.

Un film che si poggia sulle buone interpretazioni della protagonista e dei decani, vale a dire Jeff Daniels e Naomi Watts (che intepreta la madre di Quattro nonché leader della fazione degli esclusi che inizialmente cerca di prendere il controllo su Chicago). Pur se in ruoli minori graffiano lasciando il segno. Allegiant tiene lo spettatore sul filo del rasoio, e nonostante alcuni colpi di scena siano piuttosto prevedibili, la narrazione non ne risente, instillando curiosità e voglia di conoscere il destino di Tris e Quattro, per cui però dovremmo aspettare fino a marzo 2017, quando arriverà al cinema il capitolo conclusivo della saga.