Non durerà molto la sinergia produttiva che ha unito dallo scorso settembre la Disney a Netflix. Come si ricorderà infatti i film della casa di Topolino avevano trovato una distribuzione sulla piattaforma di streaming, ma l’accordo è destinato a terminare all’inizio del 2019.

La Disney, come previsto da alcuni analisti, è intenzionata a raggiungere direttamente i propri utenti con un servizio analogo di streaming, ma gli esperti parlano di due diverse piattaforme.

Dal 2018 sarà così attivo un servizio legato alla rete sportiva ESPN, in grado di offrire oltre 10mila eventi all’anno, disponibili anche in base a pacchetti dedicati a un singolo sport.

Per il 2019 è invece previsto l’avvio del servizio per i film prodotti dalla Disney, che coinvolgerà anche tutte le pellicole firmate Pixar.

Tuttavia non disperino gli utenti italiani di Netflix, in quanto al momento il divorzio riguarda solo il mercato americano, mentre per i diritti di distribuzione internazionale c’è ampio margine di trattativa.

Secondo molti commentatori la scelta di Disney sarebbe legata alla crescita inarrestabile di Netflix (che pure sta contraendo debiti non indifferenti): la piattaforma streaming ha di recente annunciato l’acquisizione di Millarword, linea di fumetti indipendenti legata ai personaggi ideati da Mark Millar, ovvero l’autore di Kick-Ass, Starlight e Superior, scrittore di due saghe come Wanted e Civil War e dei fumetti da cui sono tratti in parte o interamente film come The Avengers e il più recente Logan.

Le prime ripercussioni però si sono fatte sentire in borsa, dato che il titolo Netflix ha avuto un crollo del 5,80%, per poi assestarsi al 3,68%; dall’altra parte della barricata Walt Disney ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione a 1,58 dollari, superando le aspettative, quando invece i ricavi sono stati al di sotto delle previsioni, ovvero 14,24 miliardi di dollari invece che 14,42.