Il più famoso attore buddista migliora sempre più con il tempo. Complici anche le sceneggiature scelte negli ultimi anni, l’arte recitativa di Richard Gere stavolta si è misurata con un tesissimo dramma familiare costruito come una bomba a orologeria. The Dinner riprende il bestseller La cena di Herman Koch, per l’Italia Neri Pozza Editore. Per questa trasposizione cinematografica ci si sposta da Amsterdam agli Stati Uniti, ma il soggetto non muta. Gere è Stan, senatore al Congresso candidato governatore. Uomo affabile e  di successo conosciuto e riconosciuto ovunque, invita a cena in un ristorante stellato il fratello Paul. Entrambi accompagnati dalle mogli dovranno parlare degli esiti gravissimi di una bravata dei loro figli, e prendere una decisione necessaria che potrebbe spaccare non solo la famiglia ma le vite di ognuno.

Portata dopo portata, tutte annunciate con leggiadria dalle minuziose descrizioni del maître, la cena si rivela una resa dei conti tra fratelli. Qui il cibo, oltre che da punteggiatura narrativa, fa da elemento di rottura: armonia, bellezza e sapore contro iniquità, menzogna e sconcerto. Una scia di dialoghi tra aggressivi sarcasmi e stilettate di ostentata saggezza tengono incollati alla poltrona. Tra ricordi, flashback, eventi infausti, vecchie ruggini e ricatti morali il dramma si compone lucido e senza retoriche mantenendo integri spirito e tensione originali del romanzo. Il regista Oren Moverman ha trasposto la sceneggiatura impiantandola oltreoceano, soprattutto legando il personaggio instabile e irascibile di Paul, insegnante di storia, a una fissazione per la battaglia di Gettysburg, Pennsylvania, la più cruenta della Guerra Civile Americana. Nodo e location nuovi per questo plot quanto centrali per la sua personale definizione dei personaggi e dei loro legami.

“Non era solo questione di adattare gli aspetti fisici dell’ambientazione ma piuttosto gli aspetti emotivi cercando analogie con il contesto americano”. Ha spiegato Moverman alla stampa Usa. “Inoltre ho voluto trasformare quello che inizialmente avevo ritenuto un romanzo satirico in una storia  drammatica con significati più profondi”. E poi il leitmotiv che sta alla base di tutta la narrazione è un interrogativo spietato che si aggrappa all’anima dello spettatore. “Pone una domanda durissima: cosa fareste se i vostri figli avessero commesso un crimine orribile? Fino a che punto vi spingereste per proteggerli?”

Candidato all’Orso d’Oro alla Berlinale di quest’anno, The Dinner non cerca morali, né strade per soluzioni facili. Come il romanzo carpisce e sorprende dall’inizio alla fine. Precedentemente era stato riadattato per il cinema nell’olandese Het Diner – La cena, poi per l’Italia da Ivano De Matteo con il suo I nostri ragazzi. Nella versione di Moverman a trionfare senza sconti sono tutti gli attori. Oltre a Gere, Laura Linney e Rebecca Hall, nei ruoli delle mogli dei fratelli, tengono le fila di due famiglie vicine al baratro. E a volare ancor più alto è uno Steve Coogan magnetico e distruttivo nel ruolo del fratello ostile e problematico di Gere.