Il “naturale” comportamento di Enrico Mentana, icona riconosciuta ed indiscusso esponente del giornalismo nazionale per trasparenza di idee e correttezza professionale, al quale una componente sindacale nazionale ha imputato la colpa “di non aver  impedito la divulgazione delle notizie di interesse generale”, sollecitando immediate iniziative del sindacato locale per stigmatizzarne il comportamento antisindacale, ha conseguito una altrettanta immediata presa di posizione del Direttore che ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica.

Le motivazioni in linea al cristallino comportamento di sempre « è impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato- leggi Cdr di Tg La7» hanno comportato la brusca caduta in borsa del titolo Telecom Italia Media, società controllante La7, il cui titolo ha immediatamente perduto poco meno del sette per cento.

L’Assemblea dei giornalisti si è subito riunita ed ha invitato il Direttore a restare in carica, confermandogli piena fiducia nell’operato, e mediando con le forze sindacali per la rimessione della denunzia inoltrata alla magistratura ordinaria dal Cdr.

Naturalmente la pur differente posizione dell’Assemblea, supportata da una sotterranea mediazione per contemperare i contrasti, non ha convinto il Direttore che nella sua filosofia di vita ha commentato «oltre alla coscienza limpida vorrei avere la fedina penale pulita».

In tarda sera, ribadita la fiducia al Direttore, la richiesta del sindacato romano dei giornalisti di avviare una denuncia nei confronti dello stesso Mentana, è stata “rimodulata” e riferita a perdonabili “incomprensioni”  e Mentana, tramite l’Ansa, melius re perpensa, dichiara «Le nubi si diradano, la notte porta consiglio….e a questo punto la maggior parte delle ruggini sono state eliminate» ponendo termine alle incomprensioni insorte.

La testata si augura di recuperare nei prossimi giorni la non modesta caduta del titolo in borsa.