Per la prima volta dal 1997 il mercato mondiale della musica ha un segno positivo. All’interno del World Communication Forum (Milano 10-11 aprile), si è svolto l’importante “Digital Music Report 2013”.

Ha aperto i lavori Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana) ed ha esploso subito una grande e bella notizia : per la prima volta dal 1997, lo scorso anno il fatturato mondiale del settore musica ha segnato un incremento, +0,2% per un valore globale pari a $ 16.481 milioni. La dinamica finalmente positiva è da attribuirsi completamente alla sempre più marcata crescita del digital, che in alcuni Paesi, ad esempio Nord Europa, ha ormai raggiunto una quota del 70%.

In Italia, purtroppo, il dato è ancora in territorio negativo, con un 2012 chiuso a € 169,5 milioni ed un calo dell’ -1,8%. Però la tendenza è confortante e fa pensare che anche da noi si stiano elaborando modelli di business efficaci : il digital è salito a € 58 milioni, di cui il 57% generato dall’ascolto in mobilità, pari ad una crescita annuale del +31%, che diventa +77% relativamente allo streaming. Quindi, per tutta l’industry musicale nazionale, case discografiche, artisti e consumatori, si intravede forse la famosa luce in fondo al tunnel di una crisi pesante.

Se parliamo di streaming, non possiamo non citare Spotify. Veronica Diquattro, country manager Italia, intervenendo all’incontro  dopo aver ricordato che proprio l’11 aprile l’azienda ha compiuto il secondo mese di presenza nel nostro Paese, ha sottolineato come il servizio offerto, nato in Svezia nel 2006, si sia posto come il più efficace strumento contro la pirateria e il più remunerativo per gli artisti. In Svezia, dove ormai il trend ed i dati sono significativi, nel 2012 Spotify ha garantito quasi il 60% della revenue totale del settore. Sollecitata da una domanda del pubblico, la manager ha esposto alcuni primissimi dati relativi all’attività italiana: 55 milioni di streaming, 20% di conversioni da ascolto gratuito ad abbonamento pagante. Ricordiamo, per chi conoscesse ancora poco il servizio, le tre differenti modalità di fruizione: streaming di un singolo brano, totalmente gratuito, a fronte della ricezione di messaggi pubblicitari; abbonamento light, con alcune opzioni escluse, sempre con ricezione advertising; abbonamento premium, totalmente aperto e senza ricezione di pubblicità. Naturalmente, il servizio è disponibile su PC, Smartphone e Tablet (per l’iPad, in particolare, è stata creata una versione nativa, molto ricca e divertente).

Infine, un appello ai consumatori, arrivato da Mario Limongelli, presidente SCF (Società Consortile Fonografici). Il 20 aprile si celebrerà il “Record Store Day”: siamo tutti chiamati a recarci presso la nostra discoteca di fiducia ed acquistare un cd o un vinile, perché il digitale va bene, ma anche l’inciso deve essere difeso.