Diaz. Don’t clean up this blood, film diretto dal regista Daniele Vicari è una delle tre pellicole italiane in concorso alla 62° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, insieme a ‘Cesare deve morire’ dei fratelli Taviani, interamente girato nel carceri di Rebibbia a Roma e ‘The Summit’ di Franco Fracassi e Massimo Lauria, anche questo dedicato ai tragici fatto della Genova del G8.

Uscirà in Italia il 13 marzo, distribuito da Fandango.

Il film vanta un cast d’eccellenza, con grandi nomi del cinema italiano, Claudio SantamariaElio Germano, Davide Iacopini, e del panorama internazionale, Ralph Amoussou ed Emilie De Preissac. La pellicola racconta gli eventi dei giorni tra il 20 e il 22 luglio 2001, quando le forze dell’ordine irruppero nella Scuola Diaz e poi nella caserma di Bolzaneto.

Si parte da eventi realmente accaduti, per arrivare ad un messaggio che il regista stesso, Daniele Vicari, non vuole assolutamente associare ad una facile retorica o dietrologia. Quello che Vicari vuole sottolineare, e che appare ben evidente anche nella locandina del film, è il grave attacco che la democrazia, non solo italiana, ma europea e mondiale ha subito durante i tragici fatti.

Una questione ancora aperta, quella di Genova, che continua a motivare registi e attori nel creare lavori che cercano di fare luce su un fatto che ancora ha i suoi troppi lati oscuri.