Desconocido – Resa dei conti è la storia di una vendetta. Dove il carnefice è la vittima, e la vittima il carnefice”: così il regista debuttante Dani de la Torre descrive il suo primo film, che agli ultimi Premi Goya è stato premiato per il miglior montaggio e il miglior sonoro.

Quella del thriller in uscita il 31 marzo grazie a Satine Noir è infatti un’opera cinematografica molto tesa, che per alcuni versi ricorda un classico come Speed, ma in versione iberica e aggiornata ai tempi confusi della crisi finanziaria, quando sia investitori che agenti bancari non riescono più a stare dietro ai tempi compressi delle banche, finendo per esplodere.

Ma tutti hanno le proprie colpe, come scoprirà a sue spese il protagonista di Desconodico – Resa dei conti Carlos (interpretato dal premio Goya Luis Tosar, già visto in Cella 211 e Bed Time), ambizioso funzionario di banca che un giorno piomberà in un incubo che ha creato con le proprie azioni.

L’uomo infatti decide di accompagnare i figli a scuola, in macchina, ma dopo aver ricevuto una chiamata da un cellulare misterioso trovato nella vettura si troverà di fronte a un micidiale ricatto da parte di uno sconosciuto: versare immediatamente una cifra ingente di denaro su un conto prestabilito oppure vedersi saltare in aria insieme ai suoi figli, in quanto sotto i loro sedili è stata posizionata una bomba controllata a distanza.

Per Carlos inizia così una lotta contro il tempo e contro due ostacoli, il ricattatore e la polizia, che lo insegue credendolo intenzionato a far esplodere la macchina con all’interno i propri figli.

Eppure, come ricorda il cineasta, Carlos dovrà assumersi le proprie responsabilità e stabilire quali dovranno essere i suoi valori. Quelle che ha preso sono infatti “decisioni che hanno arricchito alcuni e danneggiato molti. Ma nella vita alcuni guadagnano e altri perdono; alcuni ingannano e altri si fidano del prossimo.”

E quindi la domanda cui ci pone davanti Desconocido – Resa dei conti è di capitale importanza in questo periodo storico: “Cosa saremmo capaci di fare di fronte alla minaccia di poter perdere tutto? La casa, il successo, il lavoro, la famiglia? Di fronte alla possibilità di rimanere soli, completamente soli? Fino a che punto potremmo spingerci per ottenere tutto, un buon lavoro, l’affermazione sociale, una bella casa, una famiglia felice?

In esclusiva per Leonardo.it la clip del momento della prima chiamata del misterioso ricattatore all’indirizzo dell’inconsapevole Carlos: tutto sembra tranquillo ma la vita del direttore di banca sta per cambiare per sempre.