Il suo vero nome era Odette Bedogni, ma tutti la ricordano come Delia Scala. Oggi, 15 gennaio 2014, ricorre l’anniversario della morte di questa vera artista, una di quelle che “dopo averla fatta, hanno buttalo via lo stampo”. Ballerina di danza classica, attrice, showgirl, ricordata come la “Regina della Rivista”, questa donna ha contribuito alla crescita della storia del cinema e della televisione italiani.

I più anziani ricorderanno il suo volto sorridente mentre danzava lo sfrenato can-can che chiudeva ogni puntata di Canzonissima nell’edizione del 1959. A conquistare il pubblico non era solo la sua verve e poliedricità: era in grado di ballare, cantare e recitare a ottimi livelli, come nessuna prima di lei – almeno sul piccolo schermo – aveva fatto, ribaltando l’immagine delle primedonne che l’avevano preceduta, spesso semplici indossatrici di un vistoso guardaroba. Al pari di lei saranno, poi, solo Sandra Mondaini e poche altre.

La sua carriera è stata segnata da numerosi successi al cinema con circa 40 film interpretati, tra i quali i drammatici Anni difficili (1947) di Luigi Zampa, Napoli milionaria (1950) di Eduardo De FilippoRoma ore 11 di Giuseppe De Santis (il suo unico film neorealista), Grisbi (1954) di Jacques Becker, ma anche le commedie Bellezze in bicicletta (1951) di Carlo Campogalliani insieme a Silvana Pampanini e soprattutto Signori si nasce (1960) di Mario Mattòli, accanto al grande comico Totò, dove interpretò una soubrette ambiziosa fidanzata con un uomo geloso e rissoso (Riccardo Garrone) che per ottenere una rivista tutta sua deve fingere di essere una collegiale morigerata.

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