Il regista Manoel de Oliveira ha 104 anni. Nasce ad Oporto nel 1908, in un freddo 11 dicembre, per diventare uno dei filmmaker più longevi e apprezzati. Anche a Venezia. Proprio al Lido, oggi, de Oliveira compie un piccolo miracolo.

Si presenta con il suo O Gebo e a sombra, film fuori concorso, tratto da un romanzo del 1923 dello scrittore Raul Brando. O Gebo e a sombra parla di povertà, un tema inedito per quanto riguarda la carriera cinematografica di de Oliveira. Povertà e onestà.

Il regista portoghese arriva a Venezia per presentarlo, in compagnia del cast del film. Gli attori sono Jeanne Moreau,

Michael Lonsdale e, udite udite, Claudia Cardinale.

Il film è ambientato a fine 1800. Il vecchio contabile Gebo e sua moglie Doroteia vivono con la nuora Sofia. Joao, il figlio della coppia, non si trova da un po’, destando le enormi preoccupazioni di Doroteia. Gebo, però, sa dove si trova il figlio sparito anche se non l’ha detto alla moglie.

Bastano queste poche righe per far capire che siamo dinanzi ad una trama intrigante, in linea con uno dei temi più caldi degli anni 2000: la crisi economica e valoriale. Ecco perché Venezia ha accolto di buon grado l’opera dell’anziano Manoel. Dai saggi c’è sempre qualcosa da imparare.