Non sarà la folla oceanica degli stadi – si pensi agli spettatori del concerto di Bruce Springsteen allo stadio San Siro di Milano – ma i 2500 possessori di biglietti per il concerto di ieri di David Gilmour a Pompei possono dire di avere assistito a un piccolo pezzo di storia della musica.

Il chitarrista-cantante ex Pink Floyd è infatti tornato sul luogo del delitto dopo ben 45 anni di distanza dal leggendario Live del 1971, che era stato girato proprio tra le rovine romane.

Nella giornata di oggi è prevista la replica del concerto che già ieri sera ha stupito innanzitutto per le apparecchiature portate sul palco, con tanto di drone a fornire le spettacolari riprese mandate poi in onda sui megaschermi.

E David Gilmour alla fine non è tradito le attese dei fan che sono arrivati da ogni parte del mondo, hanno pagato biglietti con un prezzo schizzato fino ai 350 euro e che hanno iniziato a fare la fila sino alle cinque del mattino.

Inizialmente il concerto ha previsto una serie di brani del nuovo album dell’artista, Rattle that Lock, insieme ad alcuni brani storici tra cui la sentitissima Wish You Were Here, ma anche Money, The Great Gi in the Sky.

Inevitabile anche un omaggio a Syd Barrett, il membro fondatore dei Pink Floyd che in un certo Gilmour andò a sostituire quando le sue condizioni di salute non gli permisero più di andare avanti col gruppo: la fluviale Shine on You Crazy Diamond è dedicata proprio a lui, nel decimo anniversario della morte.

Impressionanti i tanti assoli che Gilmour ha inanellato durante la serata, ma anche la riproposizione di canzoni quali Run like Hell, One of These Days e ovviamente in bis Comfortably Numb, forse il brano più famoso che si ricordi del chitarrista.

Tra laser e giochi di luci a valorizzare l’architettura delle rovine di Pompei il concerto di ieri avrà lasciato un grande desiderio negli spettatori di poter ripetere l’esperienza anche nella serata odierna, per quanto l’impresa appaia improba.