Senza proclami roboanti e festeggiamenti sfarzosi – e quindi pienamente nel suo stile – il 6 marzo 2016 David Gilmour ha compiuto 70 anni. Un traguardo importante per il cantante e chitarrista che ha prima affiancato e poi sostituito il fondatore Syd Barrett nei Pink Floyd.

Solo lo scorso 18 settembre Gilmour aveva pubblicato Rattle that Lock, il suo quarto album da solista e per celebrare l’anniversario della nascita sul suo profilo Facebook ufficiale è stato pubblicato il videoclip animato di In Any Toungue.

Ma i fan dell’autore di assoli storici come quello di Wish You Were Here saranno felici di sapere che è stato annunciato un tour che quest’estate porterà il chitarrista in tutta Europa. Peccato però che l’unica tappa italiana – quella dell’11 e 12 luglio che si terrà presso l’Arena di Verona – sia già andata sold out in pochissimi minuti dall’apertura delle vendita dei biglietti.

Schivo e poco amante dello showbusiness, collezionista ossessivo di chitarre, David Gilmour è stato co-autore e cantante principale dei Pink Floyd, di cui ha caratterizzato il suono dopo la dipartita di Barrett.

È proprio a Gilmour che si deve il caratteristico impiego dello strumento a base di lunghe pennellate dalle sfumature blues e in generale il calore dei brani del gruppo, altrimenti soffocato dalla vena maggiormente sperimentale e intellettuale di Roger Waters (nel frattempo impegnato a riproporre l’ennesima versione live, questa volta sinfonica, del suo album manifesto, The Wall).

Gli attriti tra le due anime del gruppo progressive-psichedelico hanno fatto in modo che ormai si possa considerare chiuso il capitolo Pink Floyd, nonostante i numerosi record di vendita stabiliti nel tempo e l’apprezzamento smisurato di pubblico e critica. L’ultimo album “postumo” della band, The Endless River, a tutti gli effetti è stato accolto con un certo imbarazzo a causa di una proposta musicale datata e di scarsa qualità.

Diventato comandante dell’ordine dell’Impero Britannico e presenza praticamente obbligatoria della UK Hall of Fame, Gilmour è noto per la sua fama di recluso, accentuato dalla scelta della sua abitazione, ovvero una casa galleggiante sulle rive del fiume Tamigi.

Il che però non implica accuse di misantropia, dato che il musicista è stato spesso impegnato in cause umanitarie quali l’edificazione di strutture per i senza tetto ma anche l’appoggio a organizzazioni quali Greenpeace e Amnesty International.