Il regista italiano espatriato negli Stati Uniti, Gabriele Muccino, ha un rapporto piuttosto complicato con i David di Donatello (clicca qui per leggere tutto quello che è accaduto nella cerimonia di consegna dei premi che è avvenuta ieri sera). Pur essendo presente alla cerimonia di consegna di ieri sera, Muccino non ha mancato di attaccare l’evento anche quest’anno, com’era già avvenuto nel mese di maggio del 2014.

L’anno scorso, il regista aveva definito i David di Donatello una “pagliacciata lobbistica del cinema italiano“, lasciando intendere che il suo rapporto con il mondo cinematografico italiano non dovesse essere più tanto idilliaco come ai tempi di film quali L’ultimo bacio oppure Ricordati di me (quest’ultimo ricevette tredici candidature ai David di Donatello ma non vinse alcun premio. Fu questa l’ultima volta che Muccino ebbe un suo film candidato).

Per l’edizione 2015 Muccino si è dovuto recare ai David di Donatello per ritirare un David Speciale. Il regista, pur avendo partecipato alla serata, su Twitter ha poi commentato così:

https://twitter.com/GabrieleMuccino/status/609600434152566784

Muccino ha fatto anche un bilancio sulla serata e l’ha descritta attraverso queste parole, anch’esse molto polemiche nei confronti dei David di Donatello:

https://twitter.com/GabrieleMuccino/status/609602022967504896

Lo sfogo del regista è poi proseguito con altri tweet pubblicati sul suo profilo: “La Giuria dei #David non considerò i miei primi 2 film americani nemmeno candidabili nella cinquina dei film stranieri. 450 mln$ nel mondo” e ancora: “L’equazione incassi = qualità non è mai garanzia di successo, vero. Ma Will Smith fu candidato all’Oscar per la Ricerca della Felicità“. Unica nota positiva della serata a suo dire? La conduzione del buon Tullio Solenghi: impeccabile.