David Bowie può anche essere scomparso oggi dopo 69 anni dalla sua apparizione terrena, ma non c’è ombra di dubbio che la sua musica sopravviverà in eterno. Accanto alla sua produzione artistica nel campo delle sette note verranno ricordate molto a lungo anche la sue interpretazioni al cinema e in tv, spesso di altissimo livello.

Il lato istrionico del cantante, espresso nella creazione di innumerevoli personaggi portati sul palcoscenico (Ziggy Stardust, il Duca Bianco, solo per citarne due), è stato sfruttato anche da cineasti e produttori, immediatamente sorpresi dall’enorme fotogenia e dal carisma dietro la macchina da presa di quell’attore improvvisato.

Il primo ruolo di rilievo di Bowie è senz’altro l’alieno di The Man Who Fell on Earth – Thomas Jerome Newton – del britannico Nicolas Roeg: un inno all’androginia e un sapida satira sull’avidità umana, che riflette anche l’ossessione per lo spazio che il musicista esibiva in quel periodo.
Legata più semplicemente al suo fascino è la parte in Just a Gigolo, film del 1978, in cui Bowie interpreta un eroe di guerra che tornato a Berlino dopo la Prima Guerra Mondiale non trova altro posto nella società, dovendo quindi sedurre ricche donne.

Nel 1983 arriva uno dei ruoli più iconico di David Bowie, che in The Hunger (da noi Miriam si sveglia a mezzanotte) di Tony Scott veste i panni del pallido ed emaciato terzo incomodo nel rapporto saffico-vampiresco tra Catherine Deneuve e Susan Sarandon. Dal film sarebbe poi nata una serie televisiva antologica a tinte horror di fine anni ’90, prodotta sempre da Scott, che si sarebbe dipanata in due stagioni: Bowie presta il proprio volto per introdurre gli episodi della seconda stagione, recitandovi anche nel primo episodio.

Dello stesso anno mirabile è anche Merry Christmas Mr. Lawrence del maestro giapponese Nagisa Oshima: l’interpretazione di Bowie nei panni di un soldato britannico prigionieri in un campo nipponico è magnetica e sensuale allo stesso tempo.

Ma gli anni ’80 sono probabilmente segnati da due ruoli contrapposti come quelli in Labyrinth, in cui il Duca Bianco veste i panni di Jareth, il re dei Goblin, il divertito villain del bizzarro fantasy con una giovanissima Jennifer Connelly, e L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, con Bowie a caricarsi sulle spalle l’oneroso impegno di dare vita a Ponzio Pilato.

Più diradate le apparizioni cinematografiche negli anni ’90, ma ci sono due chicche assolute da prendere in considerazione. La prima è nel film prequel della serie di David Lynch, Twin Peaks – Fuoco cammina con me, in cui interpreta Phillip Jeffries, “l’agente perduto da tempo”, che appare e scompare affermando di essere vissuto in un incubo per due anni. La seconda è invece in Basquiat del regista Julian Schnabel, imperniata sulla vita dell’omonimo pittore: a Bowie tocca l’azzeccatissima parte di Andy Warhol, altra icona freak cui il musicista deve molto.

Rimane infine da citare The Prestige del 2006, probabilmente il film più riuscito di Christopher Nolan: a dare una svolta alla lotta senza quartiere tra i due illusionisti interpretati da Christian Bale e Hugh Jackman è proprio Bowie, che del tutto a sorpresa è il celeberrimo inventore Nikola Tesla. Pare invece tristemente profetica l’interpretazione del 2000 in Mr Rice’s Secret, in cui Bowie è l’amico immaginario di 400 anni di un ragazzino malato terminale cui salva la vita con i propri consigli.