Torna sul palco dell’Ariston, a sei anni di distanza dall’ultima partecipazione con La paranza, Daniele Silvestri con i brani “A bocca chiusa” e ”Il bisogno di te (Ricatto d’onor)”, di cui firma musica e testi. 

”A bocca chiusa” rimanda alla tradizione del cantautorato impegnato. Voce, pianoforte (foto by InfoPhoto) e l’uso del romanesco in alcuni passaggi per un brano che vuole descrivere il disagio e il malcontento sociale che invadono le piazze italiane ed europee in questi ultimi anni. Ma anche una dichiarazione d’amore, seppur disincantato, nei confronti della vita e dell’ aggregazione collettiva.

TESTO:

Fatece largo che … passa domani, che
adesso non si può
oggi non apro , perché sciopererò
e andremo in strada co’ tutti gli striscioni
a fare come sempre la figura dei fregnoni
a me de questo sai , non me ne importa
niente
io oggi canto in mezzo all’altra gente
perché ce credo o forse per decenza
che partecipazione certo è libertà
ma è pure resistenza
e non ho scudi per proteggermi ne’
armi per difendermi
ne’ caschi per nascondermi o santi
a cui rivolgermi
ho solo questa lingua in bocca e forse
un mezzo sogno in tasca
e molti , molti errori brutti , io
però li pago tutti.

Fatece largo che … passa il corteo,
se riempiono le strade
via Merulana, così pare un presepe,
e semo tanti che quasi fa paura
o solo tre sfigati come dice la questura
e le parole, si lo so, so’ sempre quelle
ma è uscito il sole e a me me sembrano
più belle
scuola e lavoro, che temi originali
se non per quella vecchia idea de esse
tutti uguali
e senza scudi per proteggermi ne’ armi
per difendermi
ne’ caschi per nascondermi ne’ santi
a cui rivolgermi
ho solo questa lingua in bocca e se
mi tagli pure questa
io non mi fermo, scusa, canto pure
… a bocca chiusa
guarda quanta gente c’è che sa rispondere
dopo di me…
a bocca chiusa