Leonardo.it ha portato fortuna a Daniele Isola che con il suo singolo Votate Me (ve ne avevamo parlato qui) in pochissime settimane è diventato uno degli artisti più visualizzati su YouTube. Così, con l’augurio di portargli nuovamente bene, quest’oggi vi presentiamo in anteprima il video del nuovissimo Norwegian Mood, terzo brano del giovane cantautore milanese artista Just Discovered su Mtv New Generation nel 2013.

Non potevamo non incontrare nuovamente Daniele (anche per incitarlo a prendere la fatidica decisione: uscire con il suo primo album!) per farci raccontare la genesi di questa canzone e del suo video.

“Se gli altri mi parlavano io non riuscivo a sentirli e se ero io a rivolgermi a loro, loro non sentivano me. Era come se fossi avvolto in una membrana che aderiva perfettamente al mio corpo, impedendomi di comunicare con il mondo esterno e impedendo agli altri di toccarmi.” (Murakami Haruki). Come mai la scelta di affidare allo scrittore giapponese il tuo nuovo brano?

“Una sera, durante le registrazioni del brano, prima di dormire stavo leggendo un libro di Murakami. Ad un certo punto mi sono imbattuto in queste parole…  e sono rimasto folgorato! Descrivevano in modo perfetto la mia canzone. Così mi è sembrato una naturale conseguenza usarle per presentarla al pubblico. E non solo…”

Dopo Eremita e Votate Me, arriva Norwegian Mood, un brano che parla di un amore finito e della difficoltà di ritornare a vivere anche senza di lui/lei. Ma perché proprio questo titolo? Cos’ha di particolare lo stato d’animo norvegese?

“Nulla. Si tratta di una citazione della citazione. Da Murakami non ho preso solo la frase di presentazione, il libro si intitolava “Norwegian Wood”, che altro non è che una canzone dei Beatles. Giocando con la parola Wood/Mood è venuto fuori il titolo”.

Qui sotto il video del brano in anteprima su Leonardo.it (l’intervista continua dopo il video).

Nella storia che racconti in Norwegian Wood c’è un cuore spezzato che non prova tanto rabbia o rancore, quanto apatia. Un sentimento forse peggiore di tutti. C’è dell’autobiografico in tutto ciò?

Nelle mie canzoni c’è sempre qualcosa di autobiografico, ma la canzone non parla di me. Sono d’accordo con te quando dici che l’apatia è ben peggiore della rabbia o del rancore. Gli spunti che mi hanno portato a questa canzone sono stati due. Il primo è che credo che una storia d’amore funzioni quando stare con lui/lei ti rende una persona migliore. Se le cose iniziano a non funzionare succede il contrario (da quando c’è tutto questo sto diventando peggiore, da quando ho scoperto chi sei veramente è finito l’amore). Il secondo è quella situazione che ti rende estraneo a ciò che ti succede intorno. Io (un po’ per attitudine) mi sono concentrato sull’aspetto sonoro. Il protagonista del brano diventa incapace di percepire i suoni della realtà circostante.

Raccontaci un po’ del video di questo nuovo singolo. Chi è il regista e come è nata l’idea di questa sorta di “sterilizzazione affettiva” raffigurata con l’utilizzo della tutina bianca da ospedale, la mascherina, le cuffie)?

“La regista è Roberta Belloni, art director con una passione per la fotografia e la video art. Proprio per questo più che un vero videoclip abbiamo cercato di fare un racconto quasi fotografico (anche grazie all’utilizzo del rallenty). Volevamo sintetizzare visivamente ed in maniera iconografica, più che l’aspetto del cuore spezzato, quella sensazione di isolamento con il mondo esterno di cui parla il brano. Da qui l’idea di mettere ai protagonisti una membrana non più solo metaforica ma fisica, ed inserirli poi in contesti urbani e quotidiani. Il risultato alla fine racconta molto bene la storia, anche nel finale, quando gli attori liberandosi dai loro impedimenti, danno una vera sensazione di liberazione”.