Vi avevamo già parlato di Daniele Isola, il cantante emergente che ha conquistato gli MTV New Generation, diventando “Just Discovered” con il suo brano “Eremita”. Proprio pochi giorni fa, noi di Leonardo.it vi abbiamo presentato in anteprima assoluta il video del suo ultimo singolo, “Votate me” (clicca qui per vedere il video).

Oggi abbiamo voluto fare una chiacchierata con lui, per conoscere meglio il vero Daniele, indagando un po’ su qual é la sua storia musicale, quali sono i suoi gusti, le sue passioni e per capire come la musica é diventata una componente così fondamentale della sua vita.

Daniele, quando hai deciso di voler lavorare in questo mondo e che la musica sarebbe stata la tua strada?

La musica è una passione che ho dentro fin da quando sono piccolo: ho iniziato a studiare musica all’età di 8 anni e il mio sogno è sempre stato quello di vedermi sul palco. Io, inoltre, nella vita faccio il tecnico del suono e questo prova il fatto che ho sempre voluto lavorare nel mondo della musica senza pensare solo e unicamente al palco, ma dedicandomi anche ad altri ambiti. Mi ha sempre appassionato tutto quello che riguardava la musica: come nasce, la sua produzione, suonarla, lavorare in studio. Mi piace tutto ciò che le ruota attorno. Facendo il tecnico del suono, a volte, corro il rischio di trovarmi per troppo tempo chiuso in uno studio di registrazione e cerco di riuscire a trovare il giusto e adeguato spazio di tempo per esibirmi dal vivo, il modo migliore per ottenere il riscontro da parte del pubblico.

Sei diventato “Just Discovered” di MTV New Generation. Come ti sei sentito? Riusciresti a descrivere le emozioni che hai provato?

E’ stata una bella soddisfazione, soprattutto perché io scrivo musica da sempre, sin da quando ero piccolo. Il pezzo con cui mi hanno scelto, “Eremita”, è stato il primo che ho veramente pubblicato e proposto al grande pubblico. Oltretutto un riconoscimento di questo tipo da parte di una rete come MTV, marchio direttamente associato alla musica, ha sempre il suo grande valore.

Hai un cantante o un gruppo musicale che reputi un modello professionale per te, qualcuno a cui ti ispiri per scrivere i tuoi pezzi?

Mi è sempre piaciuto ascoltare di tutto, sembra una risposta banale ma è la pura realtà. Nasco dal rock: da ragazzino ascoltavo i grandi gruppi come i Nirvana, i Green Day, per arrivare ai più recenti The Black Keys e Vintage Trouble. Oggi, invece, ascolto anche artisti come Robbie Williams o Cesare Cremonini. Uno dei miei cantanti preferiti resta comunque Mike Patton, il cantante dei Faith No More, ma tendenzialmente più passano gli anni e più tendo ad appassionarmi ad ogni genere musicale: quando dei pezzi sono fatti bene, ogni genere ha il suo valore.

Nel tuo brano “Eremita” parli principalmente della voglia di partire, scappare e di trasferirti in un posto lontano, anche per scappare dal consumismo che sta invadendo le nostre vite. Com’è il tuo rapporto con la pubblicità e dove scapperesti, se potessi farlo?

Con la pubblicità ho un rapporto molto stretto: ci lavoro spesso quando sono in studio, faccio i jingle. Ad ogni modo non serve di certo che lo dica io per sapere che il mondo della pubblicità è molto effimero, le cose reali sono altre e se non esistesse l’advertising, probabilmente, tutti comprerebbe solo quello che di cui hanno bisogno per poter vivere, rinunciando a tutto quello di superfluo che la pubblicità gli mostra. Ma anche io ci casco, nn è l’unico “mostro cattivo” che esiste e, volendo, se ne potrebbero prendere le distanze. D’altro chi di noi non ha mai detto “Basta, io prendo e me ne vado”? Poi, in realtà, in pochi lo fanno sul serio, anche perché potrebbe non essere la risposta giusta per tutti. Dove scapperei? Beh, sicuramente in un posto sul mare, lo adoro così come non posso fare a meno dell’elemento dell’acqua, quindi non ho in mente una meta precisa, so solo che sarebbe un posto vicino al mare.

In “Votate me”, invece parli dei talent show. Giusto ieri si è conclusa l’ultima stagione di X Factor (leggi qui il riassunto della finale) e settimana prossima inizierà Masterchef, tipologia di talent completamente diversa ma non esclusa dalla riflessione che fai nel tuo brano. Parli specialmente dei concorrenti, mettendoti nei loro panni e assumendo il loro punto di vista. Parteciperesti mai a un talent show?

Se devo rispondere onestamente direi di “no”, poi nella vita non si sa mai come vanno le cose. Di certo non sono il personaggio che, sulla base del meccanismo dei talent, riesce a colpire o a spiegarsi in un provino di 30 secondi, primo scoglio delle selezioni. “Punto tutto in una mano, gioco quello che ho, detto fatto me lo gioco in un reality show”, con quest’intro del brano volevo proprio parlare del fatto che chi partecipa a questi programmi si mette in gioco puntando tutto, scegliendo proprio quel tavolo che ha regole precise e aspettative di un certo tipo: se non sei disposto a seguirle, l’unica alternativa è quella di andare a un altro tavolo. E’ una piramide davvero ripida, il cui meccanismo di base prevede che il più talentuoso è quello che piace di più al pubblico e che arriva fino alla fine. Non è tanto una critica al meccanismo del gioco, è semplicemente il prendere atto di una strada che qualcuno può decidere di percorrere. Poi, in realtà, il video mi ha sicuramente aiutato ad esprimere ciò che di ironico c’è nell’approccio che ho adottato, anche perché il mio messaggio va oltre il semplice “ho scritto un pezzo critico sui talent show”.

Hai partecipato lo scorso novembre al programma televisivo di Red Ronnie (leggi qui l’intervista), Roxy Bar, esibendoti dal vivo. Cosa pensi di di questo programma che da così tanto spazio agli artisti emergenti?

Il programma è fantastico, indipendente quanto possa piacere o meno: si tratta di 3 ore ininterrotte, articolate tra esibizioni e interviste, senza che ci sia una vera e propria scaletta da seguire. E’ incredibile anche solo per il fatto che lui riesca a proporlo. Per me è stato un tornare a vedere lo stesso programma degli anni ’90 e, cosa davvero eclatante, non ce n’è uno simile, è l’unico programma di musica fatto bene che va in tv. Anche il fatto che vada in onda su web è un vantaggio, quando perdo qualche puntata, la recupero sempre guardandola in streaming.

Qual è il tuo rapporto con i social network?

Beh, parlando di Facebook, ho un profilo privato che, onestamente, per via dei vari impegni, non uso spesso. Per quanto riguarda l’utilizzo dei social da parte di un artista emergente direi che è fondamentale, è il mezzo più vasto e diretto che ci possa essere, immediato e gratuito, ideale per potersi promuovere a 360 gradi. Alla fine mi diverto anche ad utilizzarli. Per esempio, con “Eremita” ho lanciato un concorso: ho pubblicato la foto di un uomo che teneva una bandiera con scritto “Vado al polo nord”, chiedendo ai miei follower dove avrebbero voluto trovarsi e il luogo verso il quale partire. La gente mi spediva foto che li ritraeva in diversi paesaggi e con dei cartelli con scritte le loro destinazioni. Ci vuole bravura nel gestire il rapporto con i fan sui social, abbiamo talmente tanti input e tante cose tra cui scegliere che è difficile riuscire a focalizzare l’attenzione su un unico soggetto. E’ normale che se vuoi essere seguito dalle persone sui social, devi saperci giocare ed essere bravo. Poi, come in ogni cosa, si migliora sempre.

Potrete seguire tutte le news relative a Daniele Isola sul suo sito ufficiale e sulla sua pagina di Facebook.