Si è spenta a soli 59 anni la soprano Daniela Dessì, una delle più grandi interpreti della lirica dei nostri tempi.

A portarla via “una malattia breve, terribile e incomprensibile”, come dichiarato dal compagno Fabio Armiliato, tenore, che le è stato accanto durante le ultime ore di vita presso il Poliambulanza di Brescia.

Già a fine luglio la soprano aveva dovuto annullare tutti gli impegni estivi per motivi di salute, e aveva dato appuntamento a tutti i suoi fan per l’8 ottobre, data in cui si sarebbe svolto un concerto sacro nella Basilica di Loreto.

Nata a Genova, la Dessì si era diploma in canto e pianoforte presso il Conservatorio di Parma, e specializzandosi poi a Siena presso l’Accademia Cigiana.

Il suo talento si era però rivelato al grande pubblico nel 1980, quando vinse il Concorso internazionale della Rai, dopo il quale aveva debuttato con La serva padrona di Pergolosi a Savona. Solo due anni dopo sarebbe passata alla Piccola Scala di Milano nelle vesti della Donna Fulvia de La pietra del paragone di Pietro Bellugi.

Nel corso della sua lunga carriera la soprano avrebbe ha collaborato con alcuni dei più grandi direttori d’orchestra contemporanei come Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, James Levine, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Giuseppe Sinopoli ed era poi stata diretta da registi prestigiosi quali con registi del calibro di Roberto De Simone, Luca Ronconi, Ettore Scola, Giorgio Strehler, e Franco Zeffirelli.

Tra le sue interpretazioni, in un repertorio di più di 70 titoli, spiccano ruoli verdiniani e puccinani, e molte sono state le collaborazioni con teatri internazionali quali il Metropolitan di New York, la Staatsoper di Vienna e la Deutsche Opera di Berlino.