Impegnato nella promozione olandese del suo ultimo film What If, Daniel Radcliffe in quel di Amsterdam si è sbilanciato su una delle questioni che più hanno fatto discutere da quando ci si è accorti della divisione tra uomini e donne (ovvero da sempre).

L’attore che è stato Harry Potter sta tentando di abbandonare quell’immaginario con una serie di film lontani dal fantasy giovanile: lo abbiamo visto padre di famiglia dolente in The Woman in Black, lo vedremo demone cornuto nell’horror Horns tratto da un romanzo del figlio di Stephen King, e in What If lo vediamo impegnato in una commedia rosa dalle tinte drammatiche.

Nella pellicola in cui recita insieme a Zoe Kazan (già protagonista dell’intrigante Ruby Sparks) Radcliffe veste i panni di Wallace, che dopo una serie di relazioni fallite che lo hanno segnato sembra ritrovare la felicità grazie all’amicizia con Chantry, impegnata da tempo con il ragazzo con cui convive. Ma i due presto si faranno una domanda molto spinosa: cosa succede quando il tuo migliore amico è anche l’amore della tua vita?

Radcliffe, nonostante il film diretto da Michael Dowse vada nell’opposta direzione, è convinto che la relazione platonica tra uomini e donne sia una bella realtà, e porta come esempio la propria esperienza di vita. L’attore in un’intervista ha dichiarato di aver apprezzato ad Amsterdam la cortesia dei fan, dato che a Los Angeles, New York o Londra gli capita spesso di trovarsi di fronte a cacciatori d’autografi molto scortesi.

Dal canto loro le supporter olandesi si sono stupite dell’altezza dell’ex Harry Potter, decisamente meno svettante rispetto a quanto si fossero immaginate dalla visione dei suoi film.

Foto: ufficio stampa