Anche la Dandini, abbandonata mamma RAI, si avvia a un progetto di trasmissione in La 7 avvalendosi di ospiti di sicuro prestigio (tra cui l’adorato Camilleri) da collocare ed “interrogare” in più divani negli Studios di Roma adiacenti a quelli di “Parla Con Me” , completando uno staff con i creativi Mentana, Lilli Gruber, Crozza e la direzione di Paolo Ruffini.

Stando alle note e ricorrenti polemiche degli anni passati e agli addebiti in campo politico per essere accreditata di posizioni decisamente “a sinistra”  e, comunque, contrastanti con l’entourage governativa, con il solito humour ed intelligente nonchalance, contesta che, sia a destra che a sinistra, in pari misura, non si comprenda l’entità dei danni arrecati al servizio pubblico in termini di prodotto culturale.  Sottilmente ravvede nella RAI un immobilismo culturale e proposizione di programmi limitati all’uscita di una qualche fiction o di eventi che comportino una buona audience e, soprattutto, entrate economiche.

Nell’ambito di un’intervista,  peraltro, l’antiberlusconismo della Dandini, alla stregua di Santoro e Benigni, e della satira antigovernativa, emerge in tutta evidenza laddove dichiara che, nonostante tutto, gli italiani non siano affatto “deberlusconizzati” anche se l’assenza del “Comico” ha comportato l’enpasse della satira.

Guardando la situazione reale non si astiene dal commentare che in Italia si passa da un estremo all’altro e che il momento di grave crisi, dopo i bagordi degli anni passati, sarà salutare per il Paese e, implicitamente, potrebbe divenire occasione di serie iniziative e progresso.

Intanto, la caduta dell’Euro, lo spread e la situazione globale, comportano che a «pagare sono sempre gli stessi».