Dell’edizione della Mostra del Nuovo cinema di Pesaro, già terminata a giugno del 2011, resta un volume di critica cinematografica su Bernardo Bertolucci, di particolare valore perché la figura del grande regista viene riletta mediante la prospettiva autoriale di intellettuali come Michele Guerra, Emiliano Morreale e Goffredo Fofi, in cui per questo, è già connaturato più di un aspetto interessante.

Il libro “Bernardo Bertolucci”, che si intitola come fosse la didascalia di un contenuto esplicito, è un saggio edito da Marsilio, è siglato dall’autore Adriano Aprà ma tra le sue pagine contempla ventisei punti di vista differenti, di quel ventaglio di altri scrittori, che illustrano l’intera filmografia del regista di “Ultimo tango a Parigi” arricchendola di mille sfaccettature.

Il percorso cinematografico dell’autore parmense, è raccontato nel volume attraverso una narrativa verticale che parte dal debutto di un giovanissimo Bertolucci a soli ventun anni con La commare secca, fino a The Dreamers uscito nelle sale italiane otto anni fa.

Dalle origini emiliane ad un panorama internazionale che ne ha elogiato l’impareggiabile arte di raccontare con le immagini, sensuali e patinate, molti strati della nostra storia e, più in generale, di quella dell’uomo.

Ma ne scaturisce anche un ritratto nuovo, generato da un pensiero corale sull’artista, che diviene prezioso documento sia per la critica di settore, sia per gli spettatori appassionati .