Ha dato in escandescenza nel giorno della scomparsa di suo padre. Lo scorso 11 gennaio, Cristiano De Andrè, figlio di Fabrizio, è stato condotto in ospedale per una forte crisi di nervi a 14 anni esatti dalla morte del Faber.

Secondo la polizia lo stato di alterazione sarebbe stata causata da un abuso di alcol che avrebbe ridotto il cantante in stato confusionale: urla e grida incomprensibili provenienti dall’appartamento all’ultimo piano di via Sforza, a Milano, sono state recepite dai vicini che, allarmati, hanno chiamato le forze dell’ordine che, inutilmente, hanno provato a comunicare attraverso la porta dell’abitazione.

Sarebbe stato l’intervento delle amiche Alba Parietti e Dori Ghezzi a convincere De Andrè ad aprire alla polizia e a farsi soccorrere e trasportare al Policlinico.  Le due donne sarebbero state chiamate da altri famigliari e amici, trovando le parole giuste per riportarlo ad una stadio di relativa tranquillità. Da quanto si è appreso Cristiano (ora 51enne), sta attraversando un periodo di grande tensione e stanchezza dovuto anche allo stress per la stesura della sua ultima fatica. «Un album bellissimo – ha detto chi l’ha sentito – ma lui non sembrava mai soddisfatto, da parecchio tempo è diventato molto fragile».