La crisi colpisce tutti i settori dell’economia e il cinema non è certo risparmiato: la Technicolor rischia di chiudere e lasciare a casa centinaia di lavoratori.

Un pezzo della storia del cinema che se ne va (“La leggenda di Robin Hood” del 1938, “Giovanna D’Arco” del 1948 e “Fantasia” del 1940 sono solo alcuni esempi), per colpa della crisi o di una gestione poco lungimirante.

Gli anni d’oro del Technicolor furono  tra il 1922 e il 1952, quando l’azienda sbaragliò la sua concorrente inglese e divenne l’unico modo utilizzato per girare le pellicole a colori.

La società, che ha diverse sedi nel mondo, è un’azienda nata negli Stati Uniti, diventata poi una divisione di un colosso cinematografico francese, che si occupa di diversi aspetti della cinematografia, e che adesso sta per chiudere. La sede di Angers, in Francia, dovrebbe essere la prima a cadere sotto i colpi della crisi, un’azienda in cui lavorano 350 persone, alcune delle quali potrebbero essere spostate a Pechino, le altre potrebbero trovarsi senza lavoro.

Ma non mancano le polemiche e le proteste. Se l’azienda parla di chiusura e smantellamento a causa della crisi e della concorrenza delle nuove tecnologie digitali, i lavoratori sono di tutt’altro avviso. Secondo il loro parere la Technicolor non sarebbe stata in grado di fare investimenti a lungo termine.