Una grande saga e un grande personaggio vivono per sempre. È quanto sembra dimostrare Creed, nuovo capitolo e spin-off e forse nuovo inizio della serie Rocky che ha contribuito a rendere Sylvester Stallone una leggenda del cinema.

La Warner Bros e MGM Pictures porteranno su grande schermo il proseguimento della saga di Rocky, in cui farà la sua comparsa anche Sly, nonostante il suo personaggio nell’ultimo Rocky Balboa avesse deciso di ritirarsi per sempre dopo un’ultima impresa sportiva sconsiderata.

Creed si concentrerà invece sul figlio di quell’Apollo Creed che era stato rivale di Rocky nei primi due capitoli del franchise, poi amico-allenatore nel terzo e infine caduto sul ring per mano del possente Ivan Drago.

A dirigere il film, che uscirà in America a partire dal 25 novembre, è stato chiamato Ryan Coogler, il regista-sceneggiatore del pluripremiato Fruitvale Station, vincitore al Sundance Film Festival del 2013 e migliore esordio agli Indipendent Spirit Awards del 2014.

Il cineasta ritrova Michael B. Jordan (visto in Chronicle e presto nel prossimo film dei Fantastici Quattro) nei panni del protagonista; il cast sarà completato dal già citato Stallone, da Tessa Thompson (Selma), una cantante che si legherà al figlio di Creed, da Phylicia Rashad, che vestirà i panni della vedova di Apollo, e dal pugile professionista Anthony Bellew, il campione da sfidare.

Questa la sinossi ufficiale resa pubblica poche ore fa:

Adonis Johnson non ha mai conosciuto il suo famoso padre, il campione dei pesi massimi Apollo Creed, morto prima della sua nascita. Tuttavia, si deve ammettere che Adonis ha la boxe nel sangue, tanto che questi si sposta a Philadelphia, la città del leggendario match del padre con Rocky Balboa.

Adonis rintraccia Rocky e gli chiede di essere il suo allenatore. Nonostante ripeta può volte di essere fuori dai giochi Rocky vede in Adonis la forza e la determinazione che aveva conosciuto in Apollo – l’accerrimo rivale poi divenuto il suo più caro amico.

Rocky accetta di allenare il giovane combattente, anche se il precedente campione sta combattendo un avversario più letale di tutti quelle affrontati sul ring.