E’ deceduto a Vancouver l’attore Cory Monteith, quel Finn di Glee che avevamo imparato a conoscere in questi anni di successo della serie. L’addio dei fan e dei colleghi passa sul web: vediamo insieme come è successo.

Prima di dire qualsiasi cosa  - anche superficiale, e il rischio è altissimo, in questi casi – forse è meglio partire dalla fine. La fine, in questo caso, è la morte di un ragazzo di appena 31 anni, con una carriera nel mondo dello spettacolo ben avviata grazie a uno show di successo (Glee), una bella fidanzata (la co-star Lea Michele), fan adoranti in giro per il mondo e red carpet da calcare. Per come è andata, viene da chiedersi: tutto questo può bastare?

La risposta ce la dà la cronaca: Cory Monteith, il Finn di Glee che molti di voi hanno imparato ad amare in questi cinque anni di show a base di ballo e canto, è morto, da solo, in una stanza d’albergo di Vancouver. Da anni in preda alla schiavitù delle droghe, Monteith era entrato in rehab nei mesi scorsi: in molti avevano visto questa scelta come la volontà di un cambiamento, grazie anche alla sua relazione con la collega Lea Michele; forse un diventare grande, un voler prendere dalla vita il buono che c’è senza crogiolarsi nel brutto.

L’autopsia sul corpo di Monteith verrà effettuata nei prossimi giorni e solo allora si saprà la reale causa del decesso: già si vocifera la parola overdosee probabilmente le analisi daranno questo responso.

Da ieri mattina si rincorrono sui social i messaggi di cordoglio di chi lo aveva conosciuto o semplicemente di chi lo aveva amato: non c’è niente che smuove di più il web della morte di una star da celebrare.  Così come per Amy Winehouse, o per Heath Ledger prima di lei, o ancora di Brittany Murphy, più che commentare una star deceduta non resta che prendere atto dell’ennesima tragedia: quella di un ragazzo nel fiore degli anni che  è venuto a mancare. Cosa può esserci più di questo?