Si aggiunge un nuovo tassello al caso Corona che, come ricorderete, fu vittima anche dell’esplosione di una bomba carta sotto casa. Secondo il poliziotto che sorvegliava l’ex agente fotografico (affinché rispettasse tutte le prescrizioni imposte a seguito dell’affidamento in prova, ndr) potrebbe essere stato un agguato mafioso: un calciatore, nipote del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Morabito, avrebbe avanzato una minaccia “seria”, ovvero una “richiesta estorsiva” così da “spaventare” Corona.

Corona aveva preferito non denunciare la richiesta estorsiva

“Una buona parte del mio ufficio lavorava solo per lui e diversi uffici in tutta Italia ci segnalavano la sua presenza ed erano in contatto con noi perché lui faceva tantissime comparsate in giro” ha dichiarato il poliziotto che, quando è scoppiata la bomba carta sotto casa di Corona, ha subito pensato al nipote del boss della ‘ndrangheta.

Corona ogni giorno sorvegliato dalla polizia

L’ex re dei paparazzi aveva raccontato dell’estorsione al poliziotto il quale, a sua volta, “gli aveva detto di denunciare”: “Lui preferiva evitare, e poi la notte tra il 14 e il 15 agosto scorso mi ha chiamato dicendomi ‘mi è scoppiata una bomba carta sotto casa’”. Peccato che Corona, nelle scorse udienze, abbia attribuito la responsabilità di questo fatto all’ex compagno di Nina Moric, sua ex moglie.