Quando la musica non ha bisogno di parole ti entra dentro fin oltre il cuore e ti abbraccia l’anima… Grazie Ludovico Einaudi!”.

Un pensiero forte e tangibile, capace di sintetizzare alla perfezione l’evento più atteso del Jazz Re:Found, festival musicale che ha promosso Vercelli sulla mappa italiana della musica di qualità. A scriverlo, sulla pagina Facebook della rassegna giunta alla sesta edizione, un’appassionata spettatrice del concerto del pianista e compositore italiano al Teatro Civico, tutto esaurito ormai da settimane.

Con lui dieci musicisti, che lo hanno accompagnato in un viaggio fatto di note magiche ed emozioni uniche: i violinisti Alice Costamagna, Svetlana Fomina, Federico Mecozzi e Caterina Boldrini; le viole Antonio Leofreddi e Laura Riccardi; i violoncellisti Marco Decimo e Redi Hasa; il percussionista Riccardo Laganà; Alberto Fabris live electronics e il multistrumentista Francesco Arcuri. Il pubblico ha potuto assistere ad una esibizione già presentata in altre 54 date, tutte sold out, comprese nel tour mondiale In a Time Lapse Tour, che ha visto Einaudi esibirsi nelle maggiori città europee e mondiali.

Dall’Olympia di Parigi, alla Philarmonie di Monaco, fino alla Royal Albert Hall di Londra. E poi il Teatro Arcimboldi di Milano, passando per Montreal, New York, Los Angeles e Pechino, arrivando a toccare la “piccola” Vercelli, che per una sera ha assaporato echi di musica barocca e pulsazioni di pizzica salentina, tessiture tardo romantiche negli archi, e un’ampia tavolozza di colori che vanno dalle percussioni all’elettronica, che appaiono nel corso di un viaggio che trasporta l’ascoltatore attraverso una profonda riflessione intorno all’idea del tempo.

Una scelta precisa e voluta dallo stesso Einaudi, amante dei teatri più intimi con un pubblico più raccolto. Un contesto definito interessante dall’artista che ha presentato, come meglio non avrebbe potuto, il suo ultimo lavoro discografico. In a Time Lapse parla del rapporto col tempo che passa e della necessità di riappropriarsi delle cose, più o meno grandi, che spesso nel corso della vita vengono smarrite. Il mondo di oggi è caotico, veloce: la musica, secondo il Maestro, ha la forza di fermare il tempo. L’album, che contiene quattordici brani, si sviluppa con un’idea che rimanda alla forma di un romanzo diviso in vari capitoli. Ogni brano ha la sua identità singola ma fa parte di un insieme, come un albero genealogico.

Anche in questo lavoro, dopo il successo di Nightbook, il pianoforte di Einaudi fa da bussola mentre intorno si sviluppano nuove tessiture sonore e arrangiamenti che fondono mondi musicali diversi tra loro. Due ore in cui il tempo si è fermato ed ha viaggiato solo la musica. Oltre alla presentazione del nuovo album, Einaudi ha suonato alcuni dei suoi più grandi successi, tra cui Divenire e Una Mattina, colonna sonora del film “Quasi Amici”, accarezzando il pianoforte con disarmante dolcezza e portando il pubblico a sognare ad occhi aperti. Fino alla meritata standing ovation finale.

La rassegna Jazz Re Found si è trasformata quest’anno da festival a “city network”, con eventi concentrati nel weekend e ospitati in diverse location della città: dal Civico ai vari club nell’area ex Montefibre. I protagonisti di questa intensa tre giorni sono nomi importanti del panorama musicale impegnati nel soul, nel jazz, esponenti della disco, dell’elettronica e della sperimentazione sonora. E così, oltre al main event del Teatro Civico, sono arrivati Andreya Triana, uno dei talenti più lucenti emersi negli ultimi anni nel campo soul e della black music, musa ispiratrice di Bonobo, Flying Lotus e Mr Scruff. Poi Roni Size, Dimitri From Paris, Casino Royale, Ralf, Floating Points, Dj Gruff, Tiger & Woods, Falty DL e tanti altri, tutti nomi volti alla sperimentazione ed alla contaminazione sonora.

Photo credits: Andrea Cherchi