Un altro film fondato sul concetto di mettersi l’uno nei panni dell’altro per comprendere veramente l’altro da sé ed i valori intrinsechi che ne caratterizzano l’esistenza.

La commedia distribuita dalla Universal Pictures suggerisce già dal titolo – Cambio vita – l’intreccio paradossale, al quale è piuttosto chiaro che seguirà un ritmo incalzante e un pizzico di volgarità congenita al genere, tali da garantire allo spettatore di aver acquistato il biglietto per la sala giusta, quella in grado, cioè, di allontanarlo per circa cento minuti da ogni sorta di preoccupazione legata alla vita reale.

Ma c’è anche da aggiungere che le gag scritte dai dialoghisti esperti che hanno partecipato al lavoro dello script di questa commedia tutta al maschile, seguono un buon livello qualitativo rispetto alla media degli altri prodotti dello stesso genere.

Gli amici Mitch e Dave, l’uno scapolo impenitente ed artistoide senza un lavoro fisso, l’altro classico padre di famiglia in giacca e cravatta, invidiano reciprocamente le rispettive condizioni.

Dopo una serata condivisa in maniera scanzonata e guascona, avendo bevuto qualche bicchiere di troppo, si ritrovano ad urinare nella stessa fontana. La mattina seguente un risveglio magico attende ambedue le esistenze, quando Dave scoprirà di essere entrato nel corpo dell’amico attore e viceversa.

Il gioco degli equivoci è bello che fatto, ma soprattutto è capace di divertire il suo pubblico come da copione.

E come vuole la tradizione di questo genere di pellicole, il messaggio finale sarà un’ode ai valori famigliari.

Per fortuna nei titoli di coda c’è una sorpresa.