Il film diretto da Francesca Comincini portando sul grande schermo il tema di feroce attualità delle “madri cattive” – che già durante la sua presentazione al Festival del Cinema di Venezia, aveva avuto dei riscontri negativi da parte del pubblico, il quale non ha neppure risparmiato i fischi durante le scene drammatiche – subisce a sorpresa l’oltraggio della censura.

Quando la notte - interpretato da Claudia Pandolfi e Filippo Timi, attori che non hanno neppure bisogno di essere lodati – è stato infatti reputato inquietante, dalla VII Commissione del ministero del Beni culturali, che vi ha posto il suo vedo per una visione da parte dei minori quattordici anni.

La giustificazione della commissione – che da sempre gestisce la censura delle pellicole distribuite nelle sale italiane ed i cui membri vengono selezionati secondo criteri che non è dato conoscere, probabilmente per parte politica – è stata quella che, l’immagine di una madre comune, influenzata negativamente dalle circostanze del proprio contesto di vita, possa trasformarsi in quella di una figura inabile alla crescita della prole, attraverso l’abbandono, ed altre azioni che presuppongano l’assenza di una volontà benevola, possa sconvolgere lo spettatore ultra minorenne.

Ma è pur vero che, laddove i fischi di Venezia hanno apportato una cattiva pubblicità ad un film che, in ogni caso interessa la fascia del pubblico più adulto, quest’operazione di censura – peraltro subito revocata – può invece incuriosire tutti coloro che avevano abbandonato l’idea di vederlo in sala.