Una nuova sfida per il regista televisivo Duccio Forzano che esordisce a teatro con la trasposizione del suo romanzo Come Rocky Balboa. Un esperimento per Duccio Forzano, regista di molti dei più importanti programmi televisivi Italiani, da Che tempo che fa al Festival di Sanremo tutti contraddistinti dalla sua regia veloce che riesce a creare una narrazione per immagini moderna che porta il telespettatore in prima fila negli show più importanti della televisione. La regia teatrale è cosa ben lontana da quella televisione, tutto è in scena e il punto di vista è frontale in un campo lungo per tutta la pièce così sarà interessante scoprire quali stratagemmi avrà ideato per questa nuova avventura.

La pièce sarà portata in scena il 30 agosto alle 21.00 in anteprima a Lavagna, nella Genova cara a Forzano, in piazza Marconi e inaugurerà il Gran Galà dell’Estate curato dal CIV-Centro Storico di Lavagna.

A questo avvincente progetto di trasposizione teatrale collabora Fabrizio “Pippo” Lamberti, musicista,  artista a tutto tondo e cofondatore del gruppo cabarettistico dei Cavalli Marci.  Entrambi sono di Genova, città che fa da sfondo a un racconto intenso, in cui i colpi si schivano e si incassano con la stessa forza sul ring della vita. Lo spettacolo si articolerà in racconti, scritti dallo stesso Forzano, canzoni, musica e filmati prodotti appositamente per lo show con alcuni brani letti e interpretati da Giulio Base.

Come Rocky Balboa è il primo romanzo scritto da Forzano che racconta: “Il romanzo che ho scritto è la storia di un ragazzino ingenuo e ottimista, vulnerabile e coraggioso, trovatosi suo malgrado a dover subire le conseguenze della fragilità dei suoi genitori e quindi costretto a crescere troppo in fretta, combattendo ogni giorno per sopravvivere e per difendere i suoi sogni, cadendo e rialzandosi proprio come faceva Rocky Balboa. Scrivendo questa storia ho cercato di essere forte e di appassionare. Una cosa  la posso garantire: la storia è appassionante perché quel ragazzino lo conosco molto bene, quel ragazzino sono io”.

Un romanzo che vuole essere quasi un manifesto che con lo studio e la dedizione si riescono a salire i gradini della scala del successo, proprio come ha fatto Balboa nei suoi allenamenti sulla scalinata di Philadelphia.

Come nel libro, anche la messa in scena teatrale mette al centro del racconto le numerose difficoltà del protagonista che deve schivare colpi e prenderne diversi per puntare alla vittoria. Intanto, però, deve superare il difficilissimo rapporto con il padre, alcolista chiuso nel suo dolore e incapace di occuparsi dei figli, e riuscire a sopravvivere in un contesto sociale di grande povertà e poca poesia, dove l’abuso di droghe tra i suoi coetanei cancella prospettive e immaginazione.

Forzano tiene duro e tenta di trasformare il suo dolore in energia, prima nello sport attraverso la lotta greco romana e lo judo, poi con la musica rock e suonando la batteria, ma soprattutto fa di necessità virtù: la sollecitudine con cui, in giro per il Nord Italia, si dedica a mille lavori per lo più precari e saltuari – lavapiatti e carrozziere, operaio in fabbrica e verniciatore, venditore di acqua minerale, di case vacanza, di marmi e graniti, animatore, posatore di caminetti – è seconda solo alla perseveranza con cui nutre i suoi sogni. Poco più che ventenne, deve rinunciare suo malgrado a una promettente carriera musicale, ma a trent’anni scopre la gioia di star dietro a una telecamera e sarà proprio girando un video che farà il più inatteso salto d’immaginazione. Quello che gli permetterà di spiccare il volo.

Nel cast Martina Gatto  (la mamma), Stefano Vona Bianchini (l’amante), Alessandro Bianchi (Il Conte), Enzo Paci (Braccio di Ferro), Mirko Darar (Pablo) e Giulio Base. Le voci fuori campo sono di Claudio Ridolfi, Maria Grazia Errigo, Edoardo Marchetta.