Ve l’immaginate Michael Fassbender, passamontagna da rapinatore alzato giusto per tenere una sigaretta tra le labbra con le mani sul volante, inseguito a tutta velocià da poliziotti ed elicotteri per le campagne inglesi? Capita spesso al suo Chad, nomade che sbarca il lunario rubando nelle ville. Il padre padrone con base in roulotte, Colby, lo interpreta Brendan Gleeson, attore sempre più grande che stavolta tiene in una morsa progressivamente più stretta il figlio che vorrebbe cambiar vita. Darsi una ripulita, permettere al piccolo Tyson di andare a scuola e di imparare a leggere, cosa che lui, analfabeta, non sa fare, anche se è un asso nella logistica sui colpi, sono sogni difficili da realizzare quando sei un nomade. Uno che abita in aperta campagna in una roulotte e non sa fare molto altro che commettere furti e combinare guai.

Adam Smith è il regista di Codice Criminale. “Per noi è stato molto importante ambientare la storia nel Gloucestershire e nelle Cotswolds, nel cuore dell’Inghilterra”. Ha rivelato a proposito della regione confinante con Oxford e delle sue colline verdi. “La sceneggiatura è stata scritta basandosi sui sobborghi di Cheltenham e sull’accento del Gloucestershire, che è molto particolare ed era davvero fondamentale riprodurlo al meglio. A tal proposito, Michael ha lavorato duramente e ha fatto un ottimo lavoro”. Soprannominato il terzo Chemical Brother perché è stato autore visual di molti concerti della band elettronica inglese dall’inizio della sua formazione, Smith ha scelto la colonna sonora azzeccata. The Chemical Brothers hanno composto il soundtrack originale del film, traducendo in musica le accelerazioni folli di Fassbender al volante e i contrasti familiari che tempestano il film.

Il gipsy-drama è molto più solare e “pulito” del lavoro firmato Guy Ritchie e interpretato da Brad Pitt lustri fa. L’estetica raggiunta da Smith è un po’ più glamour. Tuta e camicia per tutti, confusione nelle casette su ruote, ma poco sporco sotto le unghie. Si va alla ricerca di una diatriba tra consanguinei. Tre generazioni a confronto per una resa dei conti circondata da poliziotti inviperiti perché non riescono mai a tenere in cella gli arrestati. Un padre cieco ai bisogni del figlio deforma l’unione familiare in ricatto e sotterfugio per avere pieno potere sulle persone che ama. Ma fino a quando verrà ricambiato? Smith pone anche il tema della diversità sociale e dell’integrazione del diverso. Gorgie, stanziale, è diverso da traveller, nomade. Può un nomade cambiar vita e avere una casa, una vita e un lavoro normali? Gli interrogativi percorrono la storia tenendo salda la tensione. Crime di buona fattura nella sua dinamicità, però viaggia sempre con una sorta di rete di protezione per via di una patinatura glamour che non fa luccicare nulla, sia ben chiaro, ma impedisce al tutto di sprofondare lo spettatore in una rappresentazione più cruda e realistica del mondo gipsy. Sembra esserci una sorta di attenzione a proteggere il pubblico, o forse la star Fassbender, chissà, raccontando una storia nei luoghi e nei dialetti tipici dei nomadi britannici, ma schiacciando al massimo soltanto l’acceleratore delle auto in corsa. Una prova? Il più brutto, sporco, e forse cattivo è un ragazzotto con problemi mentali che mezzo nudo gioca pericolosamente ad alimentare la sua piccola pira di spazzatura tra le roulotte. Chad vorrebbe mettere moglie e figli al sicuro anche da lui, ma il padre mantiene la situazione proteggendo il picchiatello, che incarna completamente ed esageratamente quella visione sporca che manca al resto del film, quasi come fosse un parafulmine.