È un successo annunciato quello di Club to Club, il festival di Torino arrivato alla quindicesima edizione, nato come semplice circuito di club e divenuto un evento dispiegato su cinque giornate del tutto imprescindibile per gli appassionati di musica elettronica e dell’avanguardia meno accademica e più pop.

Ieri sera ha già dato il via alle danze Apparat, nome d’arte di Sascha Ring, musicista elettronico tedesco, che i cinefili italiani riconosceranno come l’autore della colonna sonora de Il giovane favoloso di Mario Martone. E il suo concerto presso il Conservatorio – facente parte del progetto Soundtracks live – era proprio legato alle “musiche di scena” per teatro e cinema create dal compositore.

Oggi inizia il festival vero e proprio, che purtroppo sarà appannaggio di coloro che hanno già avuto la prontezza di riflessi di acquistare i biglietti in anticipo: sono già infatti completamente sold out le date di giovedì 5 e venerdì 6 novembre, mentre rimangono pochi posti per sabato 7 e domenica 8.

E non è difficile comprendere il perché: nella cornice del Lingotto questa sera si esibiranno nuove leve come Novelist e Sophie e QT e produttori affermati come Mumdance, mentre presso l’Ac Hotel sarà il turno di nomi facenti parte della scena italiana quali Continuum, Demonology, Simbiosi e LSWHR.

Ancora più entusiasmante la giornata di venerdì, quando sui vari palchi del Lingotto si avvicenderanno Holly Herndon, i furiosi Battles, Four Tet, Lorenzo Senni, Ninos Du Brasil, Kuedo ma sopratutto Thom Yorke, ovvero il celebre cantante dei Radiohead che ha una spiccata propensione per la musica di ricerca.

Sabato spazio a nuovi beniamini della critica musicale come Andy Stott e Nicolas Jaar, qui in veste di Dj, e Jeff Mills, tra i “fondatori” della scena techno.

Sergio Ricciardone, direttore artistico del Club to Club, in un’intervista al magazine Zero ha spiegato la filosofia del festival, ovvero coniugare “la migliore programmazione musicale per quelle che sono le nostre linee guida con l’esperienza legata ai luoghi” e sopratutto assicurarsi della “qualità del pubblico, e fare in modo che sia interessato a quello che sta vivendo”.