Non è mai diventato un sex symbol, non abbiamo mai davvero scoperto il suo lato comico, non ci siamo mai appassionati alla sua vita privata: eppure Clive Owen, che oggi compie 50 anni, nell’esercizio onesto della professione attoriale è uno degli interpreti più solidi di Hollywood.

Nato a Cowentry, nelle Midland inglesi, in una famiglia di cinque fratelli, Clive venne abbandonato dal padre all’età di tre anni, un evento che ha segnato profondamente un’infanzia descritta come molto dura e provante. A 20 anni si iscrisse alla Royal Academy di Arte Drammatica e iniziò subito a frequentare l’ambiente teatrale grazie alla partecipazione a molte produzioni shakespeariane.

La sua carriera cinematografica in realtà ha preso il volo solo a partire dal nuovo millennio, in quanto gli anni ’90 sono stati dedicati a una miriade di film e telefilm per la televisione britannica. Il primo ruolo importante arriva grazie al compianto Robert Altman, che lo vuole nel suo ottimo Gosford Park, mentre l’anno successivo, il 2002, è il turno di Doug Liman che lo sceglie per una parte in The Bourne Identity.

La scalata al successo segue un iter abbastanza tipico della gavetta hollywoodiana, comprensivo di fantasy storico King Arthur, nel quale interpreta il protagonista al fianco di Kiera Knightley; è poi il turno dell’amarissimo dramma sentimentale Closer diretto da Mike Nichols, che lo vuole nella trasposizione filmica dopo averlo visto nella versione teatrale che aveva ottenuto grandi plausi.

È questo forse il momento dell’affermazione, dato che Owen ottiene una nomination all’Oscar, partecipa al rivoluzionario Sin City e viene notato da Alfonso Cuaron, che lo sceglie come protagonista nel suo importantissimo sci-fi apocalittico I figli degli uomini. Successivamente è tempo di divertirsi con l’action Shoot ‘Em Up e di apparire in costumi elisabettiani insieme a Cate Blanchett in Elizabeth: The Golden Age.

Nel 2009 è il turno di The International, tentativo di riportare in voga il thriller paranoico degli anni ’70, mentre il 2010 è segnato dall’horror Intruders del veterano Juan Carlos Fresnadillo, che però non ha molta fortuna. Recentemente Owen si è fatto rivedere a Cannes, dove ha presentato insieme a Marion Cotillard Blood Ties, remake americano diretto dal francese Guillame Canet.

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